Menu principale



Preview Foto



Articoli inseriti



Login utente

Utente
Password
Ricordami

Non hai ancora un profilo? Puoi crearne uno cliccando qui.



Lista utenti


riservato ad utenti registrati


Cerca



On-line

Abbiamo
14 ospiti e
0 utenti online

Sei un utente non registrato. Puoi fare il login qui o puoi registrarti cliccando qui.



 




 Mappa del Sannio ::
 
  Venerdì, 21 Gennaio 2011 - 20:22 :: 26804 Letture


Tratto da: E.T. SALMON - Il Sannio ed i Sanniti - Einaudi Editore - Torino 1985

La difesa dei confini territoriali del Sannio è la priorità per ogni cittadino Sannita.





Share |

 
 

Commenti
N° 660 - giuseppe ha scritto::
Mag-’15
21

SIRIA: ANCORA TIMORI PER IL PATRIMONIO DELLA CITTA' DI PALMIRA I jihadisti dello Stato Islamico (Is) hanno il pieno controllo della città di Palmira, dopo che l'esercito siriano si è ritirato. Secondo l'Osservatorio dei diritti uma- ni,non si ha notizia di distruzione del sito patrimonio dell'umanità. Il timore è che subisca lo stesso scempio dei si- ti iracheni di Hatra e Nimrud,distrutti con asce,picconi e kalashnikov.Molti reperti sono stati trasferiti in luoghi sicuri. Si teme per il museo e per i reperti non trasferibili. Fonte RAI
N° 661 - giuseppe ha scritto::
Mag-’15
21

L'Is conquista Palmira. Unesco: "Già distrutti alcuni monumenti". Casa Bianca "preoccupata". PALMIRA - Palmira è caduta. L'antica e preziosa città siriana è finita nelle mani dei miliziani dello Stato Islamico, che adesso controlla le importanti vie di comunicazione che la attraversano e il suo sito archeologico. Uno sviluppo repentino, dopo giorni di assedio e combattimenti, incursioni e ritirate. E adesso gli Stati Uniti si dicono "profondamente preoccupati" per la conquista di Palmira da parte dell'Is, come ha detto il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, sottolineando come "ci saranno sfide difficili fino a che le forze locali non saranno più forti". La conferma che Palmira è in mano all'Is arriva dall'ong Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede a Londra ma con una vasta rete d'informatori sul terreno. Lo Stato Iislamico controlla anche la base aerea, la prigione e il quartier generale dell'intelligence della città. L'annuncio è stato dato anche dai militanti del gruppo Stato islamico su Twitter. Il gruppo afferma che le forze in ritirata hanno "lasciato indietro molti dei loro morti". Secondo l'Osservatorio, i miliziani del Califfato hanno ucciso almeno 17 persone a Palmira, tra cui membri delle forze di sicurezza e civili filogovernativi, almeno quattro sono stati decapitati. I civili uccisi lavoravano per il locale consiglio amministrativo, tra i combattenti morti almeno un soldato e membri delle forze di difesa nazionale, una milizia pro-Assad. "Sono stati accusati - ha detto il direttore dell'Osservatorio, Abdel Rahman - di lavorare per il regime". Secondo la stessa fonte, durante l'avanzata verso la città il gruppo jihadista ha ucciso in tutto 49 persone. Secondo Ravina Shamdasani, portavoce dell'Alto commissario delle Nazioni unite per i Diritti umani, negli ultimi giorni di scontri fra le forze governative e i militanti dello Stato islamico circa un terzo dei 200mila abitanti di Palmira è fuggito. E' anche confermato dall'Unesco che alcuni monumenti dell'antica Palmira sono stati distrutti dalle bombe. "Tutto ciò che succede oggi a Palmira è molto pericoloso. Sappiamo già che ci sono state delle distruzioni, ci sono delle colonne che sono cadute. C'è stato un bombardamento", ha dichiarato la direttrice generale dell'Unesco, Irina Bokova. La distruzione del sito archeologico sarebbe "un'enorme perdita per l'umanità - ha aggiunto Bokova - . Palmira è uno straordinario Patrimonio mondiale e un'eventuale distruzione sarebbe non solo un crimine di guerra ma un'enorme perdita per l'umanità". "E' la culla della civilizzazione. Appartiene all'umanità intera e credo che ognuno dovrebbe preoccuparsi per ciò che sta accadendo", ha aggiunto. Il timore è che i jihadisti di Abu Bakr al-Baghdadi possano commettere a Palmira lo stesso scempio realizzato nei siti archeologici di Hatra e Nimrud in Iraq, dove armati di asce, picconi, bulldozer e kalashnikov hanno distrutto reperti di inestimabile valore. Ieri il direttore delle Antichità e dei musei siriani, Maamoun Abdulkarim, ha dichiarato che "centinaia e centinaia di statue" erano state portate in luoghi sicuri. La battaglia per il pieno controllo della città siriana - strategica perché apre la porta a Damasco, distante appena 200 chilometri - è andata avanti per tutta la notte. Lo Stato islamico ha celebrato la conquista, pubblicando su Internet foto e video in cui mostra le loro decapitazioni. Le immagini dell'entrata dei miliziani nel sito archeologico sono state mostrate dalla televisione di Stato siriana e postate sugli account dei social media pro Is. Un jihadista dell'Is parlando dalla zona e citato dai siti Internet vicini al gruppo, ha spiegato che l'Is controlla anche l'ospedale usato come base dall'esercito siriano prima di ritirarsi, evacuando anche i civili. I bombardamenti delle forze governative. In risposta questa mattina l'aviazione governativa siriana ha bombardato la zona archeologica e il centro moderno della città di Palmira, colpendo tra l'altro una moschea e una scuola. Secondo l'Osservatorio siriano dei Diritti Umani, non è chiaro sei i bombardamenti abbiano causato perdite o danni materiali in questa area. Da quanto gli estremisti hanno messo le mani sulla città, da cui si sono ritirate le truppe governative, non si sa quale sia la situazione all'interno della località e nella sua parte antica, situata alla periferia sud-occidentale dell'abitato. Dopo la conquista di Palmira, l'Is ora ha il controllo di più della metà del territorio siriano. I miliziani, che già avevano conquistato larghe parti della Siria a nord ed est, per la prima volta hanno preso un'importante città nel centro del Paese, sottraendola al controllo delle forze governative. In questo modo, lo Stato islamico domina su 95mila chilometri quadrati ed è presente in 9 province. Le zone nelle mani degli jihadisti sono in larga parte disabitate, mentre le principali città del Paese, compresa la capitale Damasco, si trovano nella regione occidentale al confine con il Libano e sulla costa e sono difese dall'esercito. LEGGI Usa inviano armi pesanti a Iraq, Arabia Saudita e Israele La situazione a Palmira. Fonti sul terreno (riportate dall'Ansa) raccontano che i jihadisti hanno imposto il coprifuoco totale in tutta la città di Palmira, da diverse ore non più servita dalla corrente elettrica. Le fonti proseguono affermando che sono in corso rastrellamenti casa per casa da parte di miliziani dell'Is alla ricerca di miliziani lealisti e militari governativi ancora in città. Dai megafoni posti sui minareti delle moschee di Palmira, l'Is ha diffuso un messaggio alla popolazione invitando la gente a non collaborare con "le bande di Assad", in riferimento ai militari del regime del presidente Bashar al Assad. Le vie della città, concludono le fonti, sono deserte e sono sotto il pieno controllo dello Stato islamico. INDIETRO 1 di 28 AVANTI La popolazione di Palmira è in fuga dopo l'ingresso dei miliziani dello Stato islamico, che secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani avrebbero assunto il controllo di circa un terzo della città. Importante centro carovaniero fin dall'antichità, Palmira è stata parte dell'impero romano, a cui appartengono le rovine esistenti del I e II secolo dopo Cristo. Soprannominata la 'Sposa del deserto', ospita all'interno dei suoi musei centinaia di statue e manufatti, molti dei quali sono stati trasferiti in luoghi sicuri per timore di distruzione da parte dei miliziani del Califfato Mogherini: "Preoccupazione". Oggi il capo della diplomazia dell'Unione europea, Federica Mogherini, si è detta preoccupata per il rischio di nuovi "crimini di guerra" dello Stato islamico. "Di nuovo centinaia di persone sono state uccise e migliaia rischiano di essere esposte a violenze arbitrarie, mentre rischiano di essere commesse nuove distruzioni di siti culturali", ha sottolineato Mogherini. Tensioni confessionali e contrapposizioni culturali tra la città e i beduini del deserto, più sensibili alla propaganda dell'Is potrebbero spiegare l'apparente facilità con cui i jihadisti dello Stato islamico si sono impadroniti di Palmira, considerata fino a ieri una delle città più fortificate del regime, in posizione strategica sull'autostrada che taglia il Paese sulla direttrice Ovest-Est, da Homs a Deyr az Zor. Come avvenuto in Iraq in occasione della fulminea avanzata che nel giugno dello scorso anno portò il Califfato di Abu Bakr al Baghdadi a impadronirsi in pochi giorni di Mosul e Tikrit, nel Nord, e nei giorni scorsi di Ramadi, nell'Ovest, di primaria importanza è l'appoggio, quantomeno tacito, di strati della popolazione sunnita e il sostegno offerto da parte dei clan tribali armati di questa confessione. In entrambi i casi, lo Stato islamico ha quindi trovato un clima non ostile, favorito dall'insofferenza dei sunniti per le politiche giudicate discriminatorie del governo di Baghdad, a guida sciita, e per la repressione di quello di Damasco, guidato da Bashar al Assad che appartiene alla branca alawita dello Sciismo. Obama: "In Iraq non stiamo perdendo". La caduta di Ramadi nelle mani dello Stato islamico è stata una "battuta d'arresto tecnica", "non penso che stiamo perdendo" la battaglia contro il gruppo jihadista. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in una intervista con The Atlantic realizzata martedì scorso, quindi prima della conquista di Palmira da parte dell'Is in Siria. "Non ci sono dubbi sul fatto che nelle zone sunnite dovremo aumentare non solo l'addestramento, ma anche l'impegno, e coinvolgere in modo più attivo le tribù rispetto a quanto è stato fatto sinora", ha proseguito Obama, secondo cui il "primo ministro al-Abadi è sincero e impegnato in uno Stato iracheno inclusivo. Continuerò a ordinare che il nostro esercito fornisca alle forze di sicurezza irachene tutta l'assistenza di cui hanno bisogno, per rendere sicuro il loro Paese". FOTO Siria, Palmira sotto assedio dell'Is: centinaia di reperti trasferiti VIDEO Siria, la bandiera nera dell'Isis issata a Palmira ARTICOLO Siria, miliziani Is nel centro di Palmira. Evacuati civili e rimosse centinaia di statue VIDEO RepTv News, Di Lellis: cade Palmira, la strategia Is tra orrori e immagini simbolo ARTICOLO E gli Usa inviano armi pesanti a Iraq, Arabia Saudita e Israele VIDEO La furia dell'Is sull'arte, tutti i tesori distrutti - Videoracconto ARTICOLO Siria: Palmira, la "sposa del deserto" assediata dall'Is FOTO Siria, Is assedia Palmira e minaccia distruzione: l'appello dell'Unesco VIDEO Siria: la battaglia di Palmira. Fonte M.REPUBBLICA.IT
N° 913 - giuseppe ha scritto::
Feb-’16
25

Violazioni in materia di ricerche archeologiche La norma che regola il possesso di beni culturali, il decreto legislativo 42/2004, all’articolo 175 (“Violazioni in materia di ricerche archeologiche”), infatti, prevede l’arresto fino ad un anno e l’ammenda da 310 a 3.099 euro, mentre la violazione dell’articolo 176 (“Impossessamento di beni culturali appartenenti allo Stato”) comporta la reclusione fino a tre anni e una multa da 31 a 516 euro. Per questo i carabinieri hanno ricordato che il rinvenimento fortuito di qualsiasi reperto archeologico o altro bene culturale va dichiarato entro 24 ore alla Soprintendenza o alle Autorità di pubblica sicurezza. Fonte ANA
Stampa tutti i commenti
Pagina precedente Prossima pagina
Spiacenti, ma solo gli utenti registrati possono pubblicare dei commenti
Non sei ancora registrato?
La registrazione è gratuita e necessita solo di qualche minuto.
Per altre informazioni cliccate qui -Password dimenticata? cliccate qui.





Sito ufficiale. Tutti i diritti sono riservati. Tutto il materiale puo essere utilizzato specificandone la fonte di prevenienza.

Per contatti : info@cuoresannita.it