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 Archivio : ...e finalmente riuscirono a vendicarsi della sconfitta di CANNE ::
 
  Domenica, 01 Maggio 2011 - 16:10 :: 5555 Letture

Il nostro socio appassionato di storia Romana si cimenta in una disamina su alcuni dei principali personaggi che si opposero alle scorribande di Annibale in Italia.

Non vi svelerò l'autore, lo troverete in calce all'articolo.
Per stuzzicare la Vostra curiosità eccovi l'introduzione.....:

Si tratta di un brevissimo passaggio fatto da occhi non esperti ma amanti della storia di Roma e che vuole solo aggiungere proprie considerazioni e ispirazioni, invitando a spunti di riflessione che spesso possono essere originati da argomentazioni semplici, scolastiche, lontane nel tempo ma vicine nella memoria.

Le vicende più importanti che videro coinvolta la Repubblica Romana del terzo secolo a .C. e il Regno Cartaginese guidato da uno dei Generali militarmente più validi di ogni tempo passarono attraverso insigni  personaggi di Roma antica, tra cui Quinto Fabio Massimo il Verrucoso e Publio Cornelio Scipione.

Clicca per leggere l'intero articolo.



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Commenti
N° 1516 - giuseppe ha scritto::
Set-’17
07

LA SINDONE AVVOLSE DAVVERO IL CORPO DI UN UOMO Importanti novità sulla Sacra Sindone, il lenzuolo di lino custodito a Torino e che secondo la tradizione avrebbe avvolto il corpo di Gesù dopo la crocifissione. La Sindone è realmente stata a contatto con il sangue di un uomo morto violentemente. Ciò è stato appurato da ben due distinti gruppi del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Elvio Carlini, ricercatore dell'Istituto di Cristallografia del CNR, ha spiegato circa l'uso di un nuovo metodo di microscopia elettronica. Tale innovativo sistema ha permesso di rilevare la presenza sul sacro lino di particelle di creatinina e ferridrato, sostanze presenti nel sangue che, quando sono legate come nel caso si specie, dimostrano la presenza di persone non sane, come ad esempio coloro che sono sottoposti a tortura.
N° 2032 - giuseppe ha scritto::
Set-’18
01

E FINALMENTE PALMIRA RIAPRE (ENTRO IL 2019) Dalla devastazione dell'Isis alla rinascita, il sito archeologico di Palmira riapre ai turisti entro il 2019 La sposa del deserto rinascerà dalle sue ceneri. Il sito archeologico siriano di Palmira, gravemente danneggiato dagli attacchi delle milizie dell’Isis, riaprirà al pubblico entro il prossimo anno. Lo scenario che gli studiosi si sono trovati davanti dopo la riconquista della zona da parte dell’esercito di Assad era sconvolgente: l’Isis aveva distrutto gran parte della Città Vecchia, i templi di Bel e di Baalshamin, l’Arco di trionfo e le colonne nella Valle delle tombe, sbriciolando le preziose rovine greco-romane dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Ma entro la prossima estate questi preziosi tesori saranno restituiti alla Siria e ai turisti del mondo intero. La devastazione di Palmira è stata uno sfregio deliberato, che ha gravemente danneggiato i resti di quello che per secoli è stato un importantissimo crocevia di civiltà, tappa fondamentale per i mercanti e viaggiatori che attraversavano il deserto siriano, a metà strada fra Occidente e Oriente. A dare ora la notizia della riapertura del sito archeologico entro l'estate del 2019 è stato il governatore della provincia di Homs, Talal Barazi: «Le autorità hanno un progetto per riparare tutti i danni causati alla città vecchia di Palmira», ha detto a Sputnik News. «Questa è la storia del mondo e non appartiene solo alla Siria», ha poi aggiunto, ricordando che i lavori si svolgeranno grazie anche all'Unesco e a Italia, Polonia e Russia che si sono impegnati a offrire assistenza negli sforzi della Siria. Nel gennaio 2017 la direttrice generale dell’Unesco Irina Bokova aveva descritto la distruzione di Palmira un «crimine di guerra», nonché un duro «colpo contro un patrimonio culturale». Ed è per questo che, liberato definitivamente dall'Isis, l'Unesco ha avviato un progetto di recupero d'emergenza del sito archeologico: 150 mila dollari sono serviti solo per il portico del Tempio di Bel mentre le sculture sono state portate a Damasco per il restauro con l'assistenza degli specialisti del Museo Pushkin di Mosca. Il Museo di Damasco ha restauro anche la statua del leone di Al-lat mentre due busti funerari sono stati restaurati in Italia, dai laboratori dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, usando la stampa in 3D. Ora si resta in attesa. Fonte La stampa
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