SANNITIZZAZIONE ED ORIGINI, OGGI A NAPOLI AL 62° CONVEGNO DI STUDI SULLA MAGNA GRECIA (28 Settembre - 1 Ottobre) “Parthenope e Neapolis: nuovi dati e prospettive di ricerca” 28 settembre – 1 ottobre 2023 Taranto – Dipartimento Jonico e Castello Aragonese Info: Tel. 099.7375747 isamg@libero.it www.istitutomagnagrecia.it Programma di Venerdì 29 settembre Sezione A. Tradizione, fonti, storia (Introduce e presiede Mario Lombardo) 9,10 Le ‘origini’ di Neapolis: toponimi storici, eziologie antiche e moderne (Eduardo Federico) 9,40 Neapolis e Atene, fra politica e cultura: un fatto di lunga durata (Maurizio Giangiulio) 10,10 Neapolis fino al foedus: la SANNITIZZAZIONE, la romanizzazione (Luisa Breglia) 10,40 Pausa 10,55 Neapolis greca e campana: aspetti linguistici (Paolo Poccetti) 11,25 I culti (Massimo Osanna) 11,55 Le istituzioni “greche” di Neapolis, fra continuità e riformulazioni (Marina Polito) 12,25 Neapolis in età greca: note sulla monetazione e su problemi di storia economica (Renata Cantilena) 12,55 Discussione Sezione B. Le documentazioni archeologiche e i nuovi dati (Introduce e presiede Luigi La Rocca) 15,00 B1. Prima di Neapolis 15,10 Il paesaggio storico e le fasi di occupazione tra preistoria e protostoria (Mauro Di Vito, Elda Russo Ermolli, Maria Ruello) 15,40 Parthenope (Matteo D’Acunto) 16,10 B2.1 Neapolis 16,10 Problemi urbanistici (Emanuele Greco) 16,40 Problemi archeologici (Daniela Giampaola) 17,10 Pausa 17,25 B2.2 La città 17,25 La città tra V e II secolo a.C. (Giuliana Boenzi) 17,55 La città romana: l’espansione extramoenia e i luoghi di otium (Stefano Iavarone) 18,20 Le necropoli (Raffaella Bosso, Carlo Rescigno) 19,00 Testimonianze scultoree (Carmela Capaldi)
CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2026, LA SANNITA AGNONE TRA LE CANDIDATE
16 città hanno presentato la “manifestazione di interesse” per il titolo il 2026 ed una commissione selezionerà una shortlist di 10 finaliste da cui uscirà la vincitrice, proclamata entro il prossimo marzo.
La lista:Agnone (Isernia), Agnone 2026: Fuoco, dentro. Margine al centro; Alba (Cuneo), Vivere è cominciare. Langhe e Roero, un’altra storia; Bernalda (Matera), Ascolto. Mondo, Conoscenza e Mistero; Cosenza, Dai Sogni ai Segni; Gaeta (Latina), Blu, il Clima della Cultura; L’Aquila, L’Aquila Città Multiverso; Latina, Latina bonum facere; Lucca, Lucca 2026. Abitare la cultura; Lucera (Foggia), Lucera 2026: Crocevia di Popoli e Culture; Maratea (Potenza), Maratea 2026. Il futuro parte da un viaggio millenario; Marcellinara (Catanzaro), L’Incontro nel punto più stretto d’Italia; Rimini, Vieni oltre. Il futuro qui e ora; Treviso, I Sensi della Cultura; Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino (Perugia), CulturaXBenessere; Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Siena), Valdichiana 2026, seme d’Italia; Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana (Arezzo), Il Cantico delle Culture.
Queste le città singole o in unioni di comuni, abbinate ciascuna al proprio progetto, candidate a essere Capitale Italiana della Cultura 2026.
SCOPERTI DUE NUOVI TEMPLI DORICI A PAESTUM
Il ministero della Cultura annuncia la scoperta eccezionale di due templi a Paestum. Saranno fondamentali per comprendere l’evoluzione dell’architettura dorica a Poseidonia e in Magna Grecia
Portati alla luce due templi greci di stile dorico durante una campagna di scavo stratigrafico nella zona occidentale dell’antica città di Poseidonia-Paestum, a ridosso della cinta muraria e a poche centinaia di metri dal mare. Questi edifici sacri consentono di fare nuova luce sulle origini e lo sviluppo urbanistico della polis magnogreca e forniscono dati cruciali per comprendere l’evoluzione dell’architettura dorica a Poseidonia e in Magna Grecia.
Il primo tempio, inizialmente intercettato nel giugno del 2019 e indagato a partire da settembre del 2022, si data ai primi decenni del V secolo a.C., e a oggi costituisce, per caratteristiche architettoniche e dimensionali, un assoluto unicum dell’architettura templare di ordine dorico.
Da indagini svolte nelle ultime settimane, fa sapere il ministero della Cultura, la storia del santuario sembra tuttavia essere ancora più antica. All'interno della struttura templare, al di sotto della peristasi, sono stati reimpiegati, probabilmente a scopo rituale, 14 capitelli dorici frammentari e altri materiali architettonici. I capitelli sono di dimensioni analoghe a quelli del tempietto finora esplorato. La tipologia è, invece, differente e confrontabile con quella dei capitelli del tempio di Hera I cosiddetto “Basilica”, il più antico dei tre templi maggiori di Paestum.
Questi ultimi eccezionali rinvenimenti dimostrano che siamo di fronte a un altro tempio, di modeste dimensioni ma con caratteristiche architettoniche simili a quelle dei primi grandi templi pestani e da datarsi al VI secolo a.C. Per motivi ancora da accertare, forse un crollo, all’inizio del secolo successivo questa struttura è stata sostituita, nella medesima area, da un nuovo tempio.
Strade e mure difensive a Poseidonia
La portata della scoperta non si limita all’architettura e alla storia del santuario ma amplia notevolmente la nostra conoscenza dell’impianto urbanistico della città. Alle spalle del tempio è stato smontato il crollo del paramento interno delle mura di cinta della città antica che aveva investito il tempio causandone un crollo parziale. Al di sotto di tale crollo è stato individuato il tracciato di una strada battuta, che corre parallela al tempio e ha, invece, un orientamento diverso rispetto alle mura. Si tratta di un rinvenimento di estremo interesse in quanto documenta che alla fine del VI secolo a.C., quando il tempio più antico fu eretto, la città di Poseidonia non era ancora dotata di mura difensive.
In un periodo di forte crescita e monumentalizzazione della polis i coloni di Poseidonia edificarono un santuario in un luogo strategico, a protezione dello spazio urbano e visibile direttamente dal mare. L’importanza di questo spazio sacro è confermata dalle sue complesse fasi edilizie, che vedono la costruzione di ben due templi dorici, e dalla sua lunga e ininterrotta frequentazione, che per oltre mezzo millennio segna una fondamentale continuità di culto attraverso l’epoca greco-lucana e quella romana.
Cantiere complesso con un team di esperti
“Questi eccezionali rinvenimenti, che aggiungono nuovi fondamentali tasselli alla ricostruzione della storia arcaica della colonia magnogreca di Poseidonia, documentano le molteplici fasi costruttive di un santuario situato in una zona liminare, in prossimità della costa da cui i coloni stessi erano giunti alcuni decenni prima, ed edificato in epoca arcaica prima ancora che la città fosse dotata di un circuito difensivo. Si tratta di un cantiere di scavo complesso che necessita della collaborazione di archeologi, restauratori, ingegneri, architetti e geologi. A breve le attività di scavo saranno concluse e siamo già al lavoro per creare un nuovo percorso di fruizione che renda questo importante santuario accessibile al pubblico”, ha aggiunto la Direttoricee del Parco Archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo.
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SANNITIZZAZIONE ED ORIGINI, OGGI A NAPOLI AL 62° CONVEGNO DI STUDI SULLA MAGNA GRECIA (28 Settembre - 1 Ottobre) “Parthenope e Neapolis: nuovi dati e prospettive di ricerca” 28 settembre – 1 ottobre 2023 Taranto – Dipartimento Jonico e Castello Aragonese Info: Tel. 099.7375747 isamg@libero.it www.istitutomagnagrecia.it Programma di Venerdì 29 settembre Sezione A. Tradizione, fonti, storia (Introduce e presiede Mario Lombardo) 9,10 Le ‘origini’ di Neapolis: toponimi storici, eziologie antiche e moderne (Eduardo Federico) 9,40 Neapolis e Atene, fra politica e cultura: un fatto di lunga durata (Maurizio Giangiulio) 10,10 Neapolis fino al foedus: la SANNITIZZAZIONE, la romanizzazione (Luisa Breglia) 10,40 Pausa 10,55 Neapolis greca e campana: aspetti linguistici (Paolo Poccetti) 11,25 I culti (Massimo Osanna) 11,55 Le istituzioni “greche” di Neapolis, fra continuità e riformulazioni (Marina Polito) 12,25 Neapolis in età greca: note sulla monetazione e su problemi di storia economica (Renata Cantilena) 12,55 Discussione Sezione B. Le documentazioni archeologiche e i nuovi dati (Introduce e presiede Luigi La Rocca) 15,00 B1. Prima di Neapolis 15,10 Il paesaggio storico e le fasi di occupazione tra preistoria e protostoria (Mauro Di Vito, Elda Russo Ermolli, Maria Ruello) 15,40 Parthenope (Matteo D’Acunto) 16,10 B2.1 Neapolis 16,10 Problemi urbanistici (Emanuele Greco) 16,40 Problemi archeologici (Daniela Giampaola) 17,10 Pausa 17,25 B2.2 La città 17,25 La città tra V e II secolo a.C. (Giuliana Boenzi) 17,55 La città romana: l’espansione extramoenia e i luoghi di otium (Stefano Iavarone) 18,20 Le necropoli (Raffaella Bosso, Carlo Rescigno) 19,00 Testimonianze scultoree (Carmela Capaldi)
CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2026, LA SANNITA AGNONE TRA LE CANDIDATE 16 città hanno presentato la “manifestazione di interesse” per il titolo il 2026 ed una commissione selezionerà una shortlist di 10 finaliste da cui uscirà la vincitrice, proclamata entro il prossimo marzo. La lista:Agnone (Isernia), Agnone 2026: Fuoco, dentro. Margine al centro; Alba (Cuneo), Vivere è cominciare. Langhe e Roero, un’altra storia; Bernalda (Matera), Ascolto. Mondo, Conoscenza e Mistero; Cosenza, Dai Sogni ai Segni; Gaeta (Latina), Blu, il Clima della Cultura; L’Aquila, L’Aquila Città Multiverso; Latina, Latina bonum facere; Lucca, Lucca 2026. Abitare la cultura; Lucera (Foggia), Lucera 2026: Crocevia di Popoli e Culture; Maratea (Potenza), Maratea 2026. Il futuro parte da un viaggio millenario; Marcellinara (Catanzaro), L’Incontro nel punto più stretto d’Italia; Rimini, Vieni oltre. Il futuro qui e ora; Treviso, I Sensi della Cultura; Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino (Perugia), CulturaXBenessere; Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Siena), Valdichiana 2026, seme d’Italia; Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana (Arezzo), Il Cantico delle Culture. Queste le città singole o in unioni di comuni, abbinate ciascuna al proprio progetto, candidate a essere Capitale Italiana della Cultura 2026.
SCOPERTI DUE NUOVI TEMPLI DORICI A PAESTUM Il ministero della Cultura annuncia la scoperta eccezionale di due templi a Paestum. Saranno fondamentali per comprendere l’evoluzione dell’architettura dorica a Poseidonia e in Magna Grecia Portati alla luce due templi greci di stile dorico durante una campagna di scavo stratigrafico nella zona occidentale dell’antica città di Poseidonia-Paestum, a ridosso della cinta muraria e a poche centinaia di metri dal mare. Questi edifici sacri consentono di fare nuova luce sulle origini e lo sviluppo urbanistico della polis magnogreca e forniscono dati cruciali per comprendere l’evoluzione dell’architettura dorica a Poseidonia e in Magna Grecia. Il primo tempio, inizialmente intercettato nel giugno del 2019 e indagato a partire da settembre del 2022, si data ai primi decenni del V secolo a.C., e a oggi costituisce, per caratteristiche architettoniche e dimensionali, un assoluto unicum dell’architettura templare di ordine dorico. Da indagini svolte nelle ultime settimane, fa sapere il ministero della Cultura, la storia del santuario sembra tuttavia essere ancora più antica. All'interno della struttura templare, al di sotto della peristasi, sono stati reimpiegati, probabilmente a scopo rituale, 14 capitelli dorici frammentari e altri materiali architettonici. I capitelli sono di dimensioni analoghe a quelli del tempietto finora esplorato. La tipologia è, invece, differente e confrontabile con quella dei capitelli del tempio di Hera I cosiddetto “Basilica”, il più antico dei tre templi maggiori di Paestum. Questi ultimi eccezionali rinvenimenti dimostrano che siamo di fronte a un altro tempio, di modeste dimensioni ma con caratteristiche architettoniche simili a quelle dei primi grandi templi pestani e da datarsi al VI secolo a.C. Per motivi ancora da accertare, forse un crollo, all’inizio del secolo successivo questa struttura è stata sostituita, nella medesima area, da un nuovo tempio. Strade e mure difensive a Poseidonia La portata della scoperta non si limita all’architettura e alla storia del santuario ma amplia notevolmente la nostra conoscenza dell’impianto urbanistico della città. Alle spalle del tempio è stato smontato il crollo del paramento interno delle mura di cinta della città antica che aveva investito il tempio causandone un crollo parziale. Al di sotto di tale crollo è stato individuato il tracciato di una strada battuta, che corre parallela al tempio e ha, invece, un orientamento diverso rispetto alle mura. Si tratta di un rinvenimento di estremo interesse in quanto documenta che alla fine del VI secolo a.C., quando il tempio più antico fu eretto, la città di Poseidonia non era ancora dotata di mura difensive. In un periodo di forte crescita e monumentalizzazione della polis i coloni di Poseidonia edificarono un santuario in un luogo strategico, a protezione dello spazio urbano e visibile direttamente dal mare. L’importanza di questo spazio sacro è confermata dalle sue complesse fasi edilizie, che vedono la costruzione di ben due templi dorici, e dalla sua lunga e ininterrotta frequentazione, che per oltre mezzo millennio segna una fondamentale continuità di culto attraverso l’epoca greco-lucana e quella romana. Cantiere complesso con un team di esperti “Questi eccezionali rinvenimenti, che aggiungono nuovi fondamentali tasselli alla ricostruzione della storia arcaica della colonia magnogreca di Poseidonia, documentano le molteplici fasi costruttive di un santuario situato in una zona liminare, in prossimità della costa da cui i coloni stessi erano giunti alcuni decenni prima, ed edificato in epoca arcaica prima ancora che la città fosse dotata di un circuito difensivo. Si tratta di un cantiere di scavo complesso che necessita della collaborazione di archeologi, restauratori, ingegneri, architetti e geologi. A breve le attività di scavo saranno concluse e siamo già al lavoro per creare un nuovo percorso di fruizione che renda questo importante santuario accessibile al pubblico”, ha aggiunto la Direttoricee del Parco Archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo.
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