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  Giovedì, 01 Gennaio 1970 - 01:00 :: Letture





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N° 4923 - giuseppe ha scritto::
Mar-’25
20

DOMENICA 23: ALBA FUCENS e TUMULO del MONTARIOLO ORARIO RITROVO: Piedimonte Matese – Parcheggio Salesiani – partenza ore 07.30. Ritrovo per il rientro ore 16.00 circa. Partenza da Via Vincenzo Caso, parcheggio Salesiani alle ore 7.30. Alle ore 9.30 circa, dopo 170 chilometri arrivo alla Frazione Corvaro di Borgorose (Rieti). Nella piana di Corvaro, ovvero nel Cicolano un territorio - ager Aequiculanus -, che prende il nome dai suoi abitanti, gli Equicoli, descritti da Virgilio, si eleva il TUMULO del MONTARIOLO, un sito di sepoltura collettiva con un diametro di circa cinquanta metri ed un'altezza di quasi quattro metri dalla piana circostante. Una sorta di piccola collina artificiale di terra, pietre e ciottoli che presenta lastroni squadrati perimetrali e dodici costolature radiali in grossi blocchi. Un tumulo più piccolo, del diametro di undici metri, è posto al centro della struttura; databile, in base ai materiali, tra la fine del IX ed il VII secolo a.C. era probabilmente dedicato alla sepoltura di un importante personaggio. Su questa tomba sorta in un’area ove già insistevano sepolture a tumulo di dimensioni ridotte, fu costruito quello che è il Tumulo del Montariolo, un monumento identitario per le genti della piana di Corvaro da cui era ed è visibile ove gli uomini si facevano seppellire, con armi ed oggetti, sin dal VI sec. a. C., in fosse disposte in senso rotatorio rispetto al tumulo centrale. Dal IV sec. a. C., poi, sia uomini che donne vi furono seppelliti, utilizzando anche gli spazi esterni al tumulo, per un totale di altre 367 tombe, tutte disposte concentricamente attorno a quella centrale ed a quote differenti a seconda dei periodi diversi. Le tombe, quindi, riferibili ad epoche diverse, raggruppano individui di sesso maschile armati, donne ed anche bambini e gli oggetti in esse rinvenuti (vasi, fibule, ciotole, specchi ed ornamenti personali) sono ora esposti al MUSEO ARCHEOLOGICO del CICOLANO e permettono di leggere sotto una luce diversa la civiltà degli antichi abitanti dell’area, quegli Equi una frazione dei quali, in seguito alla conquista romana del 304, fu definita degli Equicoli. Alba Fucens Terminata la visita museale si procederà verso la vicina Massa d’Albe (L’Aquila) ove la pausa pranzo, immersi in un contesto incantevole, consentirà di ammirare e riposare. ALBA FUCENS é posta su una collina sita in posizione dominante la distesa del Fucino (A. F. vuol dire Alba sul Fucino, sia perché i coloni venivano dall’antica città Latina di Alba Longa - la madrepatria di Roma - o anche perché dalla città si poteva osservare il sole sorgere sul grande lago del Fucino, prosciugato dai Romani attraverso un’opera di grande ingegneria: un tunnel di 6 km di lunghezza costruito ai tempi di Claudio, il più lungo tunnel costruito dall’uomo fino all’inaugurazione del Frejus nel 1871) ai piedi del Velino, in un territorio già degli Equi poi sconfitti dai Romani, ove la colonia fu fondata nel 303/304 a. C., in una posizione strategica per il controllo dell’Italia centrale. La posizione in un luogo elevato e fortificato a quasi 1000 metri di altezza, denota la funzione anche militare della città, una colonia di diritto latino sorta nel territorio degli Equi per controllare la valle del Fucino e la via Tiburtina Valeria che da Tibur (Tivoli) giunse fino ad Ostia Aterni (Pescara). Proprio per la posizione remota fu utilizzata spesso dai Romani per custodirvi importanti prigionieri di stato, come i re nemici sconfitti. I resti dell'ACQUEDOTTO anticipano la bellezza del sito. Della antica colonia residua gran parte del primo impianto urbano, in particolare i luoghi di culto – vedi il tempio di Apollo su cui venne eretta la chiesa di San Pietro in Albe– con interno diviso in tre navate da colonne romane riutilizzate e in quella centrale è presente la tribuna rialzata decorata con mosaici di marmo colorato, mentre in fondo, prima dell’abside è presente un parapetto con colonnine decorato sempre con intarsi di marmo. La cinta muraria è lunga circa tre Km. ed è dotata di ben quattro porte di cui la Porta Massima attraversata dalla Via Valeria e la Porta Fellonia da cui si accede all’area archeologica. Il circuito murario, realizzato in grandi blocchi poligonali di pietra, contiene varie strutture di carattere pubblico e privato dislocate intorno alle antiche strade, come il diribitorium ovvero il portico colonnato ove si svolgevano le votazioni delle assemblee pubbliche e la basilica suddivisa in tre navate, a sud della quale è situato il macellum – il mercato pubblico per la vendita dei generi con le botteghe. Parte degli edifici sono databili ad interventi posteriori, di II – I sec. a. C., come probabilmente quelli posti lungo il decumano massimo, oggi via Miliario, ovvero il foro, la stessa basilica ed il macellum, le terme che conservano i pavimenti sopraelevati con le suspensurae -piccole colonnine in mattoni per la circolazione dell’aria calda – ed i mosaici. Alla fase successiva è ascrivibile il Santuario di Ercole il cui piccolo sacello rettangolare affaccia su un piazzale porticato; la colossale statua della divinità italica è ora al MAN di Villa Frigerj a Chieti. Alla fine di Piazza dell’Ercole all’esterno di Via dei Pilastri è presente, pur se difficile da leggere causa vegetazione, un teatro mentre ai piedi della collina di San Pietro, ove è situato il santuario di Apollo, è l’anfiteatro a pianta ellittica costruito nel I sec. d.C. attraverso l’esproprio di un’area precedentemente occupata da una domus. Con la fine dell’Impero Romano un lento declino colpì Alba Fucens, abbandonata intorno al VI sec. d.C. e sostituita, sulla collina a nord-est della città, dal borgo medievale, poi distrutto dal terremoto del 1915, i cui ruderi sono visibili come i resti del Castello Orsini eretto nel XIV sec. Durante l'assedio di Roma Giovanni il sanguinario vi sostò durante l'inverno del 537-538, per poi partire verso la sanguinaria missione nel Piceno. COORDINAMENTO: - SIMEONE Pasquale G.E.M. cell. 3346919001– PALMIERI Antonio cell. 3683860644 Cuore Sannita. COLAZIONE/PRANZO: - Pranzo al sacco. MEZZI DI TRASPORTO: - Pullman Gran turismo ditta La Porta. SPESE: La quota del viaggio indicata dal partner GEM è di 25 euro a persona per i Soci G.E.M. e Cuore Sannita. Per i non Soci GEM e Cuore Sannita € 30, anche per i minori, compresa assicurazione giornaliera. Per le aree archeologiche l’ingresso è di euro 3 a persona ed ognuno provvederà in proprio al pagamento. PRENOTAZIONI: OBBLIGATORIE entro il giorno 20 Marzo 2025, mediante: SMS al 3346919001 di Simeone Pasquale, su whatsapp del Gruppo GEM, oppure email dell'Associazione gem.matese@libero.it Cuore Sannita Facebook, email presidente@cuoresannita.it e PALMIERI Antonio al 368/3860644. All’atto della prenotazione I NON SOCI G.E.M. e CUORE SANNITA con età non superiore ad anni 75 dovranno fornire il Codice Fiscale (compresi i minori) per la copertura assicurativa giornaliera OBBLIGATORIA. Saranno ricevute le prime 19 prenotazioni per pullman 19 posti dal 20° con riserva sino ad arrivare almeno a 25 partecipanti per pullman 54 posti. NOTA BENE: NON SARANNO AMMESSE PERSONE SPROVVISTE DI ASSICURAZIONE GIORNALIERA. I MINORI DOVRANNO ESSERE SEGUITI NECESSARIAMENTE DAI RISPETTIVI ACCOMPAGNATORI CHE NE SONO I DIRETTI RESPONSABILI. ORARIO PRESUNTO RIENTRO: ORE 18.00/19.00. Orari ed ingressi possono essere soggetti a variazioni e/o modifiche in base alle direzioni museali. Piedimonte Matese lì 23febbraio 2025.
N° 4931 - giuseppe ha scritto::
Mar-’25
31

TIVOLI, CANTERANO, CASTELMADAMA, VICOVARO 6 APRILE Ritorno a TIBUR e nelle terre di LATINI, EQUI e Romani. PARTENZA ORE 7.00 dal Largo Brecci di Piedimonte Matese: lasciate le imponenti fortificazioni del Monte Cila, ci incammineremo seguendo il tracciato che da Alife, ci condurrà nelle terre dei Latini e degli Equi. Sullo sfondo prima Callifae, poi Rufrae, fanno riecheggiare ricordi di antiche battaglie. Attraverseremo il territorio di Ernici e Volsci (Segni, Alatri, Ferentino, Anagni) e le terre dei Latini (Preneste) per infine giungere alla meta, TIVOLI* descrittivo dettagliato riprende programma del Dicembre 2019. Centro di villeggiatura apprezzato dai Romani per le sue fresche acque correnti soprattutto in età imperiale, raggiungibile all’epoca da Roma navigando l’Aniene, l’antico villaggio latino di Tibur è il maggior centro archeologico del Lazio dopo Roma. Entrata in orbita Romana sin dal IV sec., ancora oggi conserva resti di antiche ville, tra queste rinomata è quella dell’imperatore Adriano costruita sui resti di una più antica e modesta villa rustica tra il 118 e il 138 d.C. che si estende su un’area di almeno 120 ettari ed è composta da strutture residenziali, ninfei, padiglioni e giardini collegati tra loro anche da una fitta rete viaria sotterranea. L’abbondanza di acqua, consenti la costruzione di ben 4 acquedotti ( Anio Novus, Anio Vetus, Acqua Marcia e Acqua Claudia) consentirono all’Imperatore di arricchire la propria dimora con fontane e giochi d’acqua. Nel circuito delle ville dei monti Lucretili, dal 2016 patrimonio dell’UNESCO, troviamo anche Villa d’Este voluta dal Cardinale Ippolito II d’Este, ricca di fontane; il Santuario di Ercole vincitore conosciuto come uno dei maggiori complessi sacri di epoca repubblicana e la Mensa Ponderaria o pesa pubblica. Per gli amanti dei POPOLI PREROMANI e delle MURA POLIGONALI, il percorso tra Castelmadama (gli argini megalitici ed il ponte di Colle Passero), Vicovaro (imponenti tratti murari,la via Valeria, le tombe in località "Colle Ambu", "Pratarelle", "Ronci", resti di acquedotti, e l’edificio romano di Piazza san sabino), Canterano (le mura presso il Camposanto), permetterà di ammirare le mura poligonali (basis villae, sostruzioni, mura difensive) oltre ai caratteristici borghi medioevali. Ritorno alla antica Anagnia. Trattandosi di un territorio ampio, con le difficoltà connesse al descrivere e visitare tutto, si prega i partecipanti di indicare, entro il 1 Aprile, la loro adesione ed il percorso preferito al fine di creare, eventualmente, due distinti gruppi di interesse. L’escursione avrà carattere turistico, si consiglia abbigliamento e scarpe comode, pranzo a sacco. La gita sarà organizzata muovendosi con mezzi propri o in base al numero di partecipanti con bus. Per info CAROLINA 347/9401711 (TIBUR/TIVOLI)- Antonio 368/3860644 (PREROMANO E POLIGONALE) * TIVOLI descrittivo dettagliato: Con i monumenti romani dei dintorni, Tivoli, l’antico villaggio latino di Tibur, che mantenne la sua importanza ai tempi di Roma, è il maggiore centro archeologico del Lazio, escludendo Roma e le località etrusche. Di questo centro di villeggiatura, apprezzato per le sue fresche acque correnti e l’aria purissima dai Romani, soprattutto in età imperiale, simbolo della storia più antica è IL TEMPIO DELLA SIBILLA O DI VESTA (in realtà forse dedicato ad Ercole), elegante costruzione circolare affacciato sull’abisso in cui rumoreggiano le cascate dell’Aniene; pure interessante il vicino tempio rettangolare detto anch’esso della Sibilla o di Tiburno,, del I sec. a.C. anche esso vicino alle cascate dell’Aniene. Certamente da vedere sono il Ponderarium, l’antico ufficio di pesi e misure, ed i resti dell’Anfiteatro. Da non perdere l’imponente SANTUARIO DI ERCOLE VINCITORE (I sec. a.C.), costruito secondo una concezione scenografica di ispirazione ellenistica, come il santuario di Giove Anxur a Terracina e quello della Fortuna Primigenia da noi visitato a Palestrina.. La Piazza del Duomo coincide col foro dell’antica città e l’abside della vecchia basilica è conservata dietro la tribuna della cattedrale attuale (San Lorenzo Martire). Sarebbe superfluo e praticamente impossibile, descrivere tutto quanto altro visitabile a Tivoli (vedi villa d’Este, Villa Gregoriana e tanto altro). L’antica TIBUR entra in orbita romana sin dal IV sec. a.C., ed il territorio, noto per la bellezza dei luoghi e ed il clima mite, diviene luogo ove si concentrano lussuose ville patrizie (fra cui quelle di personalità della cultura come Catullo, Mecenate, Orazio, e Sallustio), oltre alla più celebre di tutte, la villa dell’imperatore Adriano. Certamente da vedere IL TEMPIO DELLA TOSSE, forse un mausoleo circolare inscritto in un ottagono o avente funzione di ninfeo, ove le acque dell’Aniene hanno depositato ricche concrezioni. Interessante un altro edificio con funzione di Mausoleo pure nella parte alta. La zona archeologica più nota di Tivoli è, tuttavia, quella posta ai piedi della collina, formata da due complessi: da un lato il PONTE LUCANO ed il MAUSOLEO DEI PLAUZI, cilindrico, del I secolo d.C, dall’altro, la vasta estensione di VILLA ADRIANA, la più grande villa, anzi il più grande palazzo in senso assoluto dei tempi romani che ci sia stato almeno parzialmente conservato. Adriano la fece costruire fra il 118 ed il 138 d.C., utilizzando il sito di una più antica e modesta villa rustica, posta ai piedi delle alture calcaree di Tivoli ed al margine orientale della campagna romana, tra la via Tiburtina e la Prenestina. Nella tranquillità della campagna ma, comunque, vicino a Roma raggiungibile, all’epoca, navigando sull’Aniene. Le abbondanti sorgenti che portarono alla presenza in loco di ben quattro acquedotti (Anio Novus, Anio Vetus, Aqua Marcia e Aqua Claudia) permise di arricchire il complesso con terme, fontane, giochi d’acqua e bacini. L’idea di Adriano era di realizzare un complesso architettonico talmente grandioso da comprendere quanto lo aveva maggiormente colpito nei suoi viaggi in modo da riprodurre gli stili e gli edifici più importanti da lui ammirati nelle province orientali dell’Impero. Numerosi edifici, infatti, sono copie, seppur con adattamenti ispirati a libertà e fantasia, di monumenti famosi come il Canopo, il Liceo, il Pritaneo, il Pecile, l’Accademia, e la Valle di Tempe. Dal 1999 Villa Adriana è entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Tra le scoperte più recenti spicca l’Antinoeion, tempio dedicato alla memoria di Antinoo, ritrovato nel 2002 come pure una sfinge, ritrovata nel 2005, posta all’esterno dell’Antiquarium del Canopo. VILLA ADRIANA, dal nome dal suo ideatore (Adriano veniva da una famiglia originaria di Atri, in Abruzzo, costruì il Vallo che porta il suo nome al confine tra l’Inghilterra e la Scozia e morì a Baia, nei pressi di Pozzuoli, nel 138 d.C. Il suo monumento funebre è Castel Sant’Angelo), è vasta come una città di circa 120 ettari, ma sembra che fosse anche più estesa, arricchita di cortili marmorei, colonnati e fantastici laghetti nei quali si specchiano armoniose ed imponenti costruzioni di seguito brevemente indicate: Il Pecile, ripreso dalla Stoà’ di Atene, un grande peristilio rettangolare ornato di pitture che doveva ricordare l’agorà, il centro politico e culturale di Atene, città particolarmente amata da Adriano, con al centro una peschiera. Da qui, attraverso la sala dei Filosofi e salendo verso i Palazzi Imperiali, si raggiunge il cosiddetto Teatro Marittimo, o Villa dell’Isola, un gigantesco edificio circolare di 43 metri di diametro, che racchiude un’isoletta che ospita una specie di villa che è una delle prime costruzioni del complesso ed è stata infatti interpretata come l’iniziale residenza provvisoria dell’Imperatore collegata al resto del complesso con ponti mobili. L’impianto termale è suddiviso nei due complessi delle Piccole e delle Grandi Terme che hanno al centro la grande sala absidata del frigidarium, coperta da una volta a crociera. Il Canopo richiama nel nome una il sito omonimo posto nei pressi di Alessandria d’Egitto dove si ergeva un famoso tempio dedicato a Serapide. Consiste in un enorme vasca (119 x 18 m.) fiancheggiata da eleganti portici a colonne, statue – tra cui quattro cariatidi e due sileni - i cui originali sono nel vicino Museo. Sul fondo del complesso c’è un imponente ninfeo e un tempio animato da giochi d’acqua, ispirato al Tempio di Serapide (ninfeo). Nel Palazzo Imperiale, che si estende per circa 50.000 mq., residenza invernale di Adriano, vi era una serie di ambienti destinati ad abitazione e a rappresentanza: le stanze, mantenute sempre calde grazie ad un complicato sistema di riscaldamento, erano disposte intorno a tre peristili. Gli ambienti più interessanti sono il Pretorio (ma in realtà si trattava di magazzini), la sala dei Pilastri Dorici, gli Hospitalia, la Biblioteca Latina e la Biblioteca Greca e la Piazza d’Oro, dal peristilio ottagonale, che deve il suo nome all’eleganza delle decorazioni e alla quantità di statue che vi sono state rinvenute ed è da considerarsi una appendice del palazzo. Sul cortile delle biblioteche si affacciavano la Biblioteca Latina e quella Greca, forse con funzioni di triclinii. La terrazza di Tempe con il padiglione era dedicata al dio Apollo. Nella villa vi è anche la riproduzione di un teatro greco, di cui si riconoscono alcuni elementi della cavea e del proscenio. Sarebbe superfluo e praticamente impossibile, descrivere tutto quanto altro visitabile a Tivoli (Es. Villa d’Este., Villa Gregoriana) e, proprio, per la moltitudine di siti visitabili* sarà possibile organizzare, in base al numero dei partecipanti, dei gruppi di interesse. Il ritorno è previsto nel tardo pomeriggio dopo colazione al sacco. La escursione avrà carattere turistico e quindi con difficoltà modeste. Si consigliano abbigliamento adatto e scarpe comode.
N° 4934 - giuseppe ha scritto::
Apr-’25
07

MONTE CILA I MAGGIO, XIV EDIZIONE: LE MURA DEI SANNITI (areale Allifae sannitica) Nuovo APPUNTAMENTO con il I Maggio e le passeggiate archeologiche (vedi sezione calendario Cila) con partenza da Largo Brecci di Piedimonte Matese alle 8.30 per conoscere il territorio della antica Allifae sannitica. In particolare si potranno ammirare le strutture megalitiche che affacciano sulla valle Alifana e su Castello del Matese. Approfondimenti storico – geografici e visite al Mu.Ci.Ra.Ma., all'acquedotto romano. Conferenze e seminari su "Usi e COSTUMI dei Sanniti". Vedi www.cuoresannita.it, Cuore Sannita facebook e Antonio 368/3860644 e Giuseppe3801874732. Maggiori dettagli in Cuore Sannita Facebook. Il programma è work in progress.
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