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  Giovedì, 01 Gennaio 1970 - 01:00 :: Letture





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N° 5021 - giuseppe ha scritto::
Lug-’25
13

GARGANO TRA GROTTE E NECROPOLI 27 LUGLIO PARTENZA ORE 6.15 da Largo Brecce di Piedimonte Matese per percorrere, come in un viaggio nel tempo, la strada che unisce il Matese alla Puglia garganica nel ricordo di antiche vie di transumanza. La Puglia, oggi ricca di habitat differenti e biodiversità, ha un’origine antica. Il Gargano non esisteva al tempo della prima formazione appenninica, se non come un’isola, separata dal continente, che successivamente si sarebbe congiunta alla terra ferma formando lo “sperone d’Italia”. Il motivo per cui l’area presenta un cuore verde, contornato da laghi costieri, è dovuto proprio alla antica storia ed alla conformazione morfologica. L’uomo vi appare molto presto. Della fase PALEOLITICA alcune tra le più antiche testimonianze della presenza dell’uomo in Europa si trovano a Rignano Garganico. La GROTTA PAGLICCI fu abitata da almeno 130.000 fino a 10.000 anni fa. Oltre a due eccezionali sepolture databili a circa 24.000 anni fa (un giovane ragazzo di 11 anni ed una ragazza di circa 18 anni, con corredi in denti di cervo), la grotta presenta meravigliose opere di arte parietale come i cavalli dipinti con l’ocra, la serie di impronte di mani, i numerosi graffiti e i raffinati oggetti di arte ricavati su ossa di animali (uno stambecco inciso su un frammento di tibia, scene di caccia su un frammento di bacino di cavallo,….) e su ciottoli che forniscono un affascinante e suggestivo scorcio della sensibilità e creatività dei nostri antichissimi progenitori. La grotta, che ha restituito la farina più antica del mondo, risalente a 32.000 anni fa, non è visitabile ma al locale Museo del Paleolitico, già Museo di Grotta Paglicci, l’evoluzione dell’Uomo è raccontata attraverso 3 D, tablet, contributi audio. disegni e ricostruzioni. Poco distante, ad Apricena, le CAVE di PIRRO Nord o dell’Erba, la più antica testimo nianza - tra 1,3 e 1,6 Milioni di anni - dell’arrivo dell’uomo in Europa quando specie umane ormai estinte seguendo gli animali sono uscite dall’Africa. I reperti faunistici e gli strumenti indiziano un ingresso dell’uomo preistorico da Oriente. Oltre alle grotte, interessanti le necropoli garganiche. La Necropoli di MONTE TABOR a Vico del Gargano risale all’età del ferro (VI-V secolo a. C). Le tombe, fosse terragne, sono del tipo a pozzo (o a sacco) e presentano una bocca rettangolare o ellittica ed un canaletto inciso per far defluire l’acqua piovana. Dai corredi tombali si è ipotizzata la deposizione fetale del defunto, esposto in differenti modi a seconda dell’importanza, con corredo funebre costituito da oggetti -bronzo, vasellame di ceramica grossolana e fine – esposti al locale Museo Civico. Uno spaccato su cultura e condizioni socio economiche della popolazione. La necropoli paleocristiana di MONTE PUCCI è sita in un’area dominata da pini d’Aleppo e macchia mediterranea, ove sono localizzate cavità naturali all’interno delle quali si trovano numerosi ipogei. Siamo a ridosso di Peschici, sul versante nord-occidentale del monte, alto circa 196 m., nelle cui grotte trovarono sepoltura le comunità nei primi periodi del cristianesimo (dall’età Costantiniana all’VIII sec. d. C.). Nella necropoli, che indizia insediamenti stabili nella piana di Calenella, particolarmente suggestiva è la grotta delle “cento colonne”, ricca di concrezioni calcaree che hanno formato, in tempi lunghissimi, una divisione degli spazi interni. Qui le tombe terragne sono ricavate ai piedi delle colonne ed hanno restituito numerose lucerne che illuminavano il complesso. La NECROPOLI di MONTE CIVITA ad Ischitella. L’antico centro storico di Ischitella era cinto da una possente cinta muraria provvista di tre Porte. Sul lato meridionale dell’abitato è il Monte Civita, un piccolo altopiano (476 m s.l.m.), di forma circolare con pendii dolci, abitato dalla preistoria all’alto Medioevo. Il panorama abbraccia i boschi e Valle Grande, la piana di Carpino, Cagnano Varano, la laguna di Varano ed il cordone sabbioso che la separa dal mare. La necropoli, estesa ai fianchi dell’altopiano, presenta tombe “a bisaccia”, come quelle di Monte Saraceno e Monte Tabor, databili tra il V e il IV secolo a. C. NECROPOLI e BORGO di Bagno di Varano. Il borgo rurale, di poche case addossate alla riva della laguna sorte in funzione della pesca, è situato sulla riva meridionale e si raggiunge attraverso una pittoresca strada che da Cagnano Varano scende verso la laguna. La località Pannoni, raggiungibile con canoe e i sandali, presenta grotte artificiali e naturali già ricovero per attrezzi dei pescatori. Le grotte sono scavate in una alta parete rocciosa ove un tempo doveva esservi, al posto della laguna, un ampio seno marino che fungeva da antico porto naturale poi usato dai romani. Dai Bagni di Varano un breve sentiero giunge alla GROTTA di S. Michele Arcangelo, luogo sacro che presenta numerose analogie con l’omonima grotta di Monte Sant’Angelo. COPPA CASTEDDA (Castedd’), età del BRONZO: nei pressi della sponda meridionale del lago di Varano, in territorio di Cagnano Varano, tracce di un antico abitato sono su un rilievo a 118 metri sul livello del mare. Resti di fortificazioni a secco, con muri che raggiungono uno spessore di tre metri, circoscrivono un’area con un diametro di circa 65 metri, indizio di una comunità ben organizzata. Due canaloni ed un piccolo fossato isolano la struttura a mò di acropoli i cui reperti rinvenuti indicano una frequentazione durante l’età del bronzo mediorecente, con occasionali segni di insediamenti neolitici. La Necropoli Paleocristiana di Bagni è situata in territorio di Cagnano Varano, in località Bagno, nei pressi della laguna di Varano in un’area, ove una cava ha compromesso alcuni fondi di capanna, databili tra età del ferro e IV sec. a. C. Oltre a resti di età romana ed a un molo sommerso, è interessante il complesso paleocristiano, costituito da una ventina di tombe, incavate nel banco di calcarenite, sulle pendici delle alture che sovrastano dal lato occidentale la Sorgente Bagno (Lat. 41° 50’ 32,894” Long. 15° 45’ 43,982”). Le tombe sono situate in piccoli spiazzi appositamente ricavati lungo il declivio, e spesso erano contornate da canaletti per deviare le acque piovane. Sono state trovate diverse lucerne e oggetti di corredo sepolcrale (ornamenti in bronzo), riferibili al periodo paleocristiano sino al VII sec. d. C. Nei pressi della MASSERIA DE VITA, in corrispondenza della barra litoranea dell’Isola di Varano, si possono visitare TOMBE dell’età del ferro. La NECROPOLI di MONTE CIVITA, situata sui fianchi dell'omonimo monte (476 m slm), in territorio di ISCHITELLA, non lontano dalla masseria NIUZI, presenza segni e tracce che dall'uomo preistorico giungono all'alto Medioevo. A sud-est dell’abitato di Ischitella si trovano gli IPOGEI di PARCO della CHIESA, tre cavità naturali rielaborate dalla frequentazione dell’uomo, a breve distanza l’una dall’altra, dette anche grotte dei Pagani. La prima ha una pianta molto articolata con più ambienti. Da una grande ambiente rettangolare si accede a quattro arcosoli, due per lati. Gli ipogei sono attribuiti all’età del ferro – inizio dell’età romana. Il ritorno è previsto in tarda serata dopo colazione al sacco. L’escursione ha carattere RICOGNITIVO, seppur con difficoltà ed asperità lievi. Si consigliano abbigliamento adatto e scarpe comode. Informazioni e prenotazioni: vedi sezione contatti del sito www.cuoresannita.it, Cuore Sannita facebook, Antonio 368/3860644. Data l’estensione dell’area e le caratteristiche dei luoghi (aree private, e/o recintate, lagunari, ecc.), è possibile estendere a due giorni l’evento. E’ gradita, pertanto, per esigenze organizzative, una prenotazione entro il termine ultimo del 16 Luglio 2025. Il programma è suscettibile di modifiche relative ad altimetrie e percorsi, anche secondo le indicazioni di Associazioni locali. Le modifiche saranno prontamente comunicate. AL MOMENTO LE DIFFICOLTA' MAGGIORI SONO SU GROTTA PAGLICCI (CHIUSA) E MUSEO PAGLICCI (CHIUSO, DI FATTO), OLTRE CHE PER IL LIVELLO DEL LAGO VARANO CHE NON PERMETTE UNA BUONA VISIBILITA' ED ACCESSIBILITA'.
N° 5023 - giuseppe ha scritto::
Lug-’25
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GARGANO TRA GROTTE E NECROPOLI 27 LUGLIO PARTENZA ORE 6.15 da Largo Brecce di Piedimonte Matese per percorrere, come in un viaggio nel tempo, la strada che unisce il Matese alla Puglia garganica nel ricordo di antiche vie di transumanza. La Puglia, oggi ricca di habitat differenti e biodiversità, ha un’origine antica. Il Gargano non esisteva al tempo della prima formazione appenninica, se non come un’isola, separata dal continente, che successivamente si sarebbe congiunta alla terra ferma formando lo “sperone d’Italia”. Il motivo per cui l’area presenta un cuore verde, contornato da laghi costieri, è dovuto proprio alla antica storia ed alla conformazione morfologica. L’uomo vi appare molto presto. Della fase PALEOLITICA alcune tra le più antiche testimonianze della presenza dell’uomo in Europa si trovano a Rignano Garganico. La GROTTA PAGLICCI fu abitata da almeno 130.000 fino a 10.000 anni fa. Oltre a due eccezionali sepolture databili a circa 24.000 anni fa (un giovane ragazzo di 11 anni ed una ragazza di circa 18 anni, con corredi in denti di cervo), la grotta presenta meravigliose opere di arte parietale come i cavalli dipinti con l’ocra, la serie di impronte di mani, i numerosi graffiti e i raffinati oggetti di arte ricavati su ossa di animali (uno stambecco inciso su un frammento di tibia, scene di caccia su un frammento di bacino di cavallo,….) e su ciottoli che forniscono un affascinante e suggestivo scorcio della sensibilità e creatività dei nostri antichissimi progenitori. La grotta, che ha restituito la farina più antica del mondo, risalente a 32.000 anni fa, non è visitabile ma al locale Museo del Paleolitico, già Museo di Grotta Paglicci, l’evoluzione dell’Uomo è raccontata attraverso 3 D, tablet, contributi audio. disegni e ricostruzioni. Poco distante, ad Apricena, le CAVE di PIRRO Nord o dell’Erba, la più antica testimo nianza - tra 1,3 e 1,6 Milioni di anni - dell’arrivo dell’uomo in Europa quando specie umane ormai estinte seguendo gli animali sono uscite dall’Africa. I reperti faunistici e gli strumenti indiziano un ingresso dell’uomo preistorico da Oriente. Oltre alle grotte, interessanti le necropoli garganiche. La Necropoli di MONTE TABOR a Vico del Gargano risale all’età del ferro (VI-V secolo a. C). Le tombe, fosse terragne, sono del tipo a pozzo (o a sacco) e presentano una bocca rettangolare o ellittica ed un canaletto inciso per far defluire l’acqua piovana. Dai corredi tombali si è ipotizzata la deposizione fetale del defunto, esposto in differenti modi a seconda dell’importanza, con corredo funebre costituito da oggetti -bronzo, vasellame di ceramica grossolana e fine – esposti al locale Museo Civico. Uno spaccato su cultura e condizioni socio economiche della popolazione. La necropoli paleocristiana di MONTE PUCCI è sita in un’area dominata da pini d’Aleppo e macchia mediterranea, ove sono localizzate cavità naturali all’interno delle quali si trovano numerosi ipogei. Siamo a ridosso di Peschici, sul versante nord-occidentale del monte, alto circa 196 m., nelle cui grotte trovarono sepoltura le comunità nei primi periodi del cristianesimo (dall’età Costantiniana all’VIII sec. d. C.). Nella necropoli, che indizia insediamenti stabili nella piana di Calenella, particolarmente suggestiva è la grotta delle “cento colonne”, ricca di concrezioni calcaree che hanno formato, in tempi lunghissimi, una divisione degli spazi interni. Qui le tombe terragne sono ricavate ai piedi delle colonne ed hanno restituito numerose lucerne che illuminavano il complesso. La NECROPOLI di MONTE CIVITA ad Ischitella. L’antico centro storico di Ischitella era cinto da una possente cinta muraria provvista di tre Porte. Sul lato meridionale dell’abitato è il Monte Civita, un piccolo altopiano (476 m s.l.m.), di forma circolare con pendii dolci, abitato dalla preistoria all’alto Medioevo. Il panorama abbraccia i boschi e Valle Grande, la piana di Carpino, Cagnano Varano, la laguna di Varano ed il cordone sabbioso che la separa dal mare. La necropoli, estesa ai fianchi dell’altopiano, presenta tombe “a bisaccia”, come quelle di Monte Saraceno e Monte Tabor, databili tra il V e il IV secolo a. C. NECROPOLI e BORGO di Bagno di Varano. Il borgo rurale, di poche case addossate alla riva della laguna sorte in funzione della pesca, è situato sulla riva meridionale e si raggiunge attraverso una pittoresca strada che da Cagnano Varano scende verso la laguna. La località Pannoni, raggiungibile con canoe e i sandali, presenta grotte artificiali e naturali già ricovero per attrezzi dei pescatori. Le grotte sono scavate in una alta parete rocciosa ove un tempo doveva esservi, al posto della laguna, un ampio seno marino che fungeva da antico porto naturale poi usato dai romani. Dai Bagni di Varano un breve sentiero giunge alla GROTTA di S. Michele Arcangelo, luogo sacro che presenta numerose analogie con l’omonima grotta di Monte Sant’Angelo. COPPA CASTEDDA (Castedd’), età del BRONZO: nei pressi della sponda meridionale del lago di Varano, in territorio di Cagnano Varano, tracce di un antico abitato sono su un rilievo a 118 metri sul livello del mare. Resti di fortificazioni a secco, con muri che raggiungono uno spessore di tre metri, circoscrivono un’area con un diametro di circa 65 metri, indizio di una comunità ben organizzata. Due canaloni ed un piccolo fossato isolano la struttura a mò di acropoli i cui reperti rinvenuti indicano una frequentazione durante l’età del bronzo mediorecente, con occasionali segni di insediamenti neolitici. La Necropoli Paleocristiana di Bagni è situata in territorio di Cagnano Varano, in località Bagno, nei pressi della laguna di Varano in un’area, ove una cava ha compromesso alcuni fondi di capanna, databili tra età del ferro e IV sec. a. C. Oltre a resti di età romana ed a un molo sommerso, è interessante il complesso paleocristiano, costituito da una ventina di tombe, incavate nel banco di calcarenite, sulle pendici delle alture che sovrastano dal lato occidentale la Sorgente Bagno (Lat. 41° 50’ 32,894” Long. 15° 45’ 43,982”). Le tombe sono situate in piccoli spiazzi appositamente ricavati lungo il declivio, e spesso erano contornate da canaletti per deviare le acque piovane. Sono state trovate diverse lucerne e oggetti di corredo sepolcrale (ornamenti in bronzo), riferibili al periodo paleocristiano sino al VII sec. d. C. Nei pressi della MASSERIA DE VITA, in corrispondenza della barra litoranea dell’Isola di Varano, si possono visitare TOMBE dell’età del ferro. La NECROPOLI di MONTE CIVITA, situata sui fianchi dell'omonimo monte (476 m slm), in territorio di ISCHITELLA, non lontano dalla masseria NIUZI, presenza segni e tracce che dall'uomo preistorico giungono all'alto Medioevo. A sud-est dell’abitato di Ischitella si trovano gli IPOGEI di PARCO della CHIESA, tre cavità naturali rielaborate dalla frequentazione dell’uomo, a breve distanza l’una dall’altra, dette anche grotte dei Pagani. La prima ha una pianta molto articolata con più ambienti. Da una grande ambiente rettangolare si accede a quattro arcosoli, due per lati. Gli ipogei sono attribuiti all’età del ferro – inizio dell’età romana. Il ritorno è previsto in tarda serata dopo colazione al sacco. L’escursione ha carattere RICOGNITIVO, seppur con difficoltà ed asperità lievi. Si consigliano abbigliamento adatto e scarpe comode. Informazioni e prenotazioni: vedi sezione contatti del sito www.cuoresannita.it, Cuore Sannita facebook, Antonio 368/3860644. Data l’estensione dell’area e le caratteristiche dei luoghi (aree private, e/o recintate, lagunari, ecc.), è possibile estendere a due giorni l’evento. E’ gradita, pertanto, per esigenze organizzative, una prenotazione entro il termine ultimo del 16 Luglio 2025. Il programma è suscettibile di modifiche relative ad altimetrie e percorsi, anche secondo le indicazioni di Associazioni locali. Le modifiche saranno prontamente comunicate. AL MOMENTO LE DIFFICOLTA' MAGGIORI SONO SU GROTTA PAGLICCI (CHIUSA) E MUSEO PAGLICCI (CHIUSO, DI FATTO), OLTRE CHE PER IL LIVELLO DEL LAGO VARANO CHE NON PERMETTE UNA BUONA VISIBILITA' ED ACCESSIBILITA'.
N° 5028 - giuseppe ha scritto::
Lug-’25
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GARGANO TRA GROTTE E NECROPOLI 27 LUGLIO PARTENZA ORE 6.15 da Largo Brecce di Piedimonte Matese per percorrere, come in un viaggio nel tempo, la strada che unisce il Matese alla Puglia garganica nel ricordo di antiche vie di transumanza. La Puglia, oggi ricca di habitat differenti e biodiversità, ha un’origine antica. Il Gargano non esisteva al tempo della prima formazione appenninica, se non come un’isola, separata dal continente, che successivamente si sarebbe congiunta alla terra ferma formando lo “sperone d’Italia”. Il motivo per cui l’area presenta un cuore verde, contornato da laghi costieri, è dovuto proprio alla antica storia ed alla conformazione morfologica. L’uomo vi appare molto presto. Della fase PALEOLITICA alcune tra le più antiche testimonianze della presenza dell’uomo in Europa si trovano a Rignano Garganico. La GROTTA PAGLICCI fu abitata da almeno 130.000 fino a 10.000 anni fa. Oltre a due eccezionali sepolture databili a circa 24.000 anni fa (un giovane ragazzo di 11 anni ed una ragazza di circa 18 anni, con corredi in denti di cervo), la grotta presenta meravigliose opere di arte parietale come i cavalli dipinti con l’ocra, la serie di impronte di mani, i numerosi graffiti e i raffinati oggetti di arte ricavati su ossa di animali (uno stambecco inciso su un frammento di tibia, scene di caccia su un frammento di bacino di cavallo,….) e su ciottoli che forniscono un affascinante e suggestivo scorcio della sensibilità e creatività dei nostri antichissimi progenitori. La grotta, che ha restituito la farina più antica del mondo, risalente a 32.000 anni fa, non è visitabile ma al locale Museo del Paleolitico, già Museo di Grotta Paglicci, l’evoluzione dell’Uomo è raccontata attraverso 3 D, tablet, contributi audio. disegni e ricostruzioni. Poco distante, ad Apricena, le CAVE di PIRRO Nord o dell’Erba, la più antica testimo nianza - tra 1,3 e 1,6 Milioni di anni - dell’arrivo dell’uomo in Europa quando specie umane ormai estinte seguendo gli animali sono uscite dall’Africa. I reperti faunistici e gli strumenti indiziano un ingresso dell’uomo preistorico da Oriente. Oltre alle grotte, interessanti le necropoli garganiche. La Necropoli di MONTE TABOR a Vico del Gargano risale all’età del ferro (VI-V secolo a. C). Le tombe, fosse terragne, sono del tipo a pozzo (o a sacco) e presentano una bocca rettangolare o ellittica ed un canaletto inciso per far defluire l’acqua piovana. Dai corredi tombali si è ipotizzata la deposizione fetale del defunto, esposto in differenti modi a seconda dell’importanza, con corredo funebre costituito da oggetti -bronzo, vasellame di ceramica grossolana e fine – esposti al locale Museo Civico. Uno spaccato su cultura e condizioni socio economiche della popolazione. La necropoli paleocristiana di MONTE PUCCI è sita in un’area dominata da pini d’Aleppo e macchia mediterranea, ove sono localizzate cavità naturali all’interno delle quali si trovano numerosi ipogei. Siamo a ridosso di Peschici, sul versante nord-occidentale del monte, alto circa 196 m., nelle cui grotte trovarono sepoltura le comunità nei primi periodi del cristianesimo (dall’età Costantiniana all’VIII sec. d. C.). Nella necropoli, che indizia insediamenti stabili nella piana di Calenella, particolarmente suggestiva è la grotta delle “cento colonne”, ricca di concrezioni calcaree che hanno formato, in tempi lunghissimi, una divisione degli spazi interni. Qui le tombe terragne sono ricavate ai piedi delle colonne ed hanno restituito numerose lucerne che illuminavano il complesso. La NECROPOLI di MONTE CIVITA ad Ischitella. L’antico centro storico di Ischitella era cinto da una possente cinta muraria provvista di tre Porte. Sul lato meridionale dell’abitato è il Monte Civita, un piccolo altopiano (476 m s.l.m.), di forma circolare con pendii dolci, abitato dalla preistoria all’alto Medioevo. Il panorama abbraccia i boschi e Valle Grande, la piana di Carpino, Cagnano Varano, la laguna di Varano ed il cordone sabbioso che la separa dal mare. La necropoli, estesa ai fianchi dell’altopiano, presenta tombe “a bisaccia”, come quelle di Monte Saraceno e Monte Tabor, databili tra il V e il IV secolo a. C. NECROPOLI e BORGO di Bagno di Varano. Il borgo rurale, di poche case addossate alla riva della laguna sorte in funzione della pesca, è situato sulla riva meridionale e si raggiunge attraverso una pittoresca strada che da Cagnano Varano scende verso la laguna. La località Pannoni, raggiungibile con canoe e i sandali, presenta grotte artificiali e naturali già ricovero per attrezzi dei pescatori. Le grotte sono scavate in una alta parete rocciosa ove un tempo doveva esservi, al posto della laguna, un ampio seno marino che fungeva da antico porto naturale poi usato dai romani. Dai Bagni di Varano un breve sentiero giunge alla GROTTA di S. Michele Arcangelo, luogo sacro che presenta numerose analogie con l’omonima grotta di Monte Sant’Angelo. COPPA CASTEDDA (Castedd’), età del BRONZO: nei pressi della sponda meridionale del lago di Varano, in territorio di Cagnano Varano, tracce di un antico abitato sono su un rilievo a 118 metri sul livello del mare. Resti di fortificazioni a secco, con muri che raggiungono uno spessore di tre metri, circoscrivono un’area con un diametro di circa 65 metri, indizio di una comunità ben organizzata. Due canaloni ed un piccolo fossato isolano la struttura a mò di acropoli i cui reperti rinvenuti indicano una frequentazione durante l’età del bronzo mediorecente, con occasionali segni di insediamenti neolitici. La Necropoli Paleocristiana di Bagni è situata in territorio di Cagnano Varano, in località Bagno, nei pressi della laguna di Varano in un’area, ove una cava ha compromesso alcuni fondi di capanna, databili tra età del ferro e IV sec. a. C. Oltre a resti di età romana ed a un molo sommerso, è interessante il complesso paleocristiano, costituito da una ventina di tombe, incavate nel banco di calcarenite, sulle pendici delle alture che sovrastano dal lato occidentale la Sorgente Bagno (Lat. 41° 50’ 32,894” Long. 15° 45’ 43,982”). Le tombe sono situate in piccoli spiazzi appositamente ricavati lungo il declivio, e spesso erano contornate da canaletti per deviare le acque piovane. Sono state trovate diverse lucerne e oggetti di corredo sepolcrale (ornamenti in bronzo), riferibili al periodo paleocristiano sino al VII sec. d. C. Nei pressi della MASSERIA DE VITA, in corrispondenza della barra litoranea dell’Isola di Varano, si possono visitare TOMBE dell’età del ferro. La NECROPOLI di MONTE CIVITA, situata sui fianchi dell'omonimo monte (476 m slm), in territorio di ISCHITELLA, non lontano dalla masseria NIUZI, presenza segni e tracce che dall'uomo preistorico giungono all'alto Medioevo. A sud-est dell’abitato di Ischitella si trovano gli IPOGEI di PARCO della CHIESA, tre cavità naturali rielaborate dalla frequentazione dell’uomo, a breve distanza l’una dall’altra, dette anche grotte dei Pagani. La prima ha una pianta molto articolata con più ambienti. Da una grande ambiente rettangolare si accede a quattro arcosoli, due per lati. Gli ipogei sono attribuiti all’età del ferro – inizio dell’età romana. Il ritorno è previsto in tarda serata dopo colazione al sacco. L’escursione ha carattere RICOGNITIVO, seppur con difficoltà ed asperità lievi. Si consigliano abbigliamento adatto e scarpe comode. Informazioni e prenotazioni: vedi sezione contatti del sito www.cuoresannita.it, Cuore Sannita facebook, Antonio 368/3860644. Data l’estensione dell’area e le caratteristiche dei luoghi (aree private, e/o recintate, lagunari, ecc.), è possibile estendere a due giorni l’evento. E’ gradita, pertanto, per esigenze organizzative, una prenotazione entro il termine ultimo del 16 Luglio 2025. Il programma è suscettibile di modifiche relative ad altimetrie e percorsi, anche secondo le indicazioni di Associazioni locali. Le modifiche saranno prontamente comunicate. AL MOMENTO LE DIFFICOLTA' MAGGIORI SONO SU GROTTA PAGLICCI (CHIUSA) E MUSEO PAGLICCI (CHIUSO, DI FATTO), OLTRE CHE PER IL LIVELLO DEL LAGO VARANO CHE NON PERMETTE UNA BUONA VISIBILITA' ED ACCESSIBILITA'.
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