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 Escursione alla Grotta del Diavolo o Grotta di Mezzogiorno ::
 
  Sabato, 02 Aprile 2011 - 17:32 :: 135270 Letture

Il resoconto della escursione compiuta il 13 marzo u.s.  (continua)

E’ una nuvolosa giornata invernale, la pioggia incombe, cerchiamo di contattare uno del gruppo; manca, lo ritroveremo più avanti*. La collina è sempre verdeggiante, come le montagne circostanti e degrada verso una ampia pianura ricca di corsi d’acqua. Siamo in appennino centro meridionale, in lontananza si  scorgono delle chiazze bianche, stavolta di neve, non è strano. Gli inverni sono da noi piuttosto rigidi e non è difficile trovare sulla parte alta dei rilievi chiazze di neve sino a tarda primavera.

E’ il 13 marzo 2011 ed iniziamo a ripercorrere a ritroso nel tempo la nostra storia. Novelli Benjamin Button, ci inerpichiamo per la moderna S.P.331 in direzione Castello del Matese, attraversando in un colpo solo duemilacinquecento anni di storia. La moderna cittadina di Piedimonte Matese è sotto di noi, sulla parte alta il borgo medioevale. Sul Cila i poligonali dei Pentri rievocano il ricordo della Allifae sannitica. Attraversiamo l’abitato di Castello del Matese ed anche qui ai piedi della torre risalta la stratificazione sannitica (del basamento), medievale (della parte superiore e delle torri), indi gli abitati della nostra contemporaneità (articolo intero)

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Commenti
N° 4953 - giuseppe ha scritto::
Mag-’25
01

UTENSILI IN AVORIO DI 400000 ANNI FA Un eccezionale ritrovamento effettuato in Ucraina ha riscritto le attuali conoscenze sugli ominidi del Paleolitico In un sito archeologico in Ukraina sono stati ritrovati utensili realizzati con zanne di mammut I reperti sono costituiti da punte e utensili lavorati risalenti a 400.000 anni fa La lavorazione mostra l’abilità degli esseri umani preistorici nel modellare materiali complessi Fino ad oggi si pensava che la più antica lavorazione nota dell’avorio risalisse a circa 120.000 anni fa I reperti sono molto importanti non solo per la loro antichità, ma anche per l’impiego dell’avorio stesso, un materiale insolito e relativamente fragile per la produzione di utensili Gli utensili in avorio di circa 400.000 anni fa vanno considerati i più antichi strumenti di questo tipo mai scoperti. Realizzati con zanne di mammut, i reperti sono costituiti da punte lavorate che mostrano l’abilità degli esseri umani preistorici nel modellare materiali complessi. Gli archeologi hanno recuperato 24 frammenti di avorio da diversi strati stratigrafici. La scoperta, avvenuta nei pressi del sito archeologico di Korolevo, offre prove sorprendenti di una capacità di lavorazione dell’avorio ben più antica di quanto si pensasse. Il fatto che tali reperti risalgano al Paleolitico medio cambia la conoscenza delle capacità tecnologiche degli ominidi dell’epoca. Fino ad oggi si pensava che la più antica lavorazione nota dell’avorio risalisse a circa 120.000 anni fa. Uno studio rivoluzionario dei ricercatori Vadim Stepanchuk e Oleksandr O. Naumenko, pubblicato sull’International Journal of Osteoarchaeology, ha ampliato significativamente questa cronologia. La loro analisi di manufatti provenienti dal sito del Paleolitico inferiore di Medzhibozh A, in Ucraina rivela il primo utilizzo dell’avorio già 400.000 anni fa, ribaltando radicalmente le teorie precedenti. Medzhibozh A, uno dei numerosi siti paleolitici rinvenuti lungo il fiume Bug meridionale, vicino a Medzhybizh, in Ucraina, è stato scoperto per la prima volta nel 2011. Il sito è stato studiato a intermittenza fino al 2018 e offre una finestra sull’occupazione degli ominidi nell’arco di molte migliaia di anni. Si ricorda Il più antico boomerang al mondo è una zanna di mammut di 33.000 anni fa reperti sono molto importanti non solo per la loro antichità, ma anche per l’impiego dell’avorio stesso, un materiale insolito e relativamente fragile per la produzione di utensili.
N° 5054 - giuseppe ha scritto::
Ago-’25
16

IL PRIMO BOOMERANG Lo hanno ritrovato in una grotta della Polonia, a Oblazowa, il boomerang più antico d'Europa e, chissà, del mondo. Supera i settanta centimetri di lun- ghezza, la tipica forma arcuata e sa- rebbe stato ricavato dalla zanna di un mammut più di 42.000 anni fa, addirit- tura 30.000 prima del boomerang degli aborigeni australiani, fino ad oggi ri- tenuto il capostipite. Lo sostiene uno studio internazionale coordinato dal- l'università di Bologna. Studiandone la forma, gli archeologi ritengono che potesse sicuramente vola- re ma non avesse la capacità di tornare indietro. Non si sa quindi se fosse un gioco o piuttosto un'arma o un oggetto che facesse parte di un rituale sciama- nico. In ogni caso restano delle domande, perché ad esempio di oggetti simili non c'è traccia altrove? FONTE RAI
N° 5109 - giuseppe ha scritto::
Ott-’25
29

PRATO 15 - 16 NOVEMBRE “CORSO di ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE sulla PREISTORIA” A cura di Alfio Tomaselli Il corso è rivolto ad archeologi, studenti i Scienze Umanistiche e Naturali, insegnanti, operatori museali, guide archeologiche, naturalistiche, ambientali o turistiche, operatori culturali, gruppi archeologici o semplici appassionati e riguardano la tecnologia dell’Uomo nella Preistoria Prato – 15 e 16 novembre 2025 Info: 340.5488956 info@archeologiasperimentale.it
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