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Sabato, 05 Maggio 2012 - 18:10 :: 30987 Letture
G.E.P. 2026, "IL PATRIMONIO CULTURALE DEI SANNITI NEL MATESE CAMPANO: CURA E VALORIZZAZIONE", VISITE GUIDATE TRA POLIGONALI E MUCIRAMA Sabato 26 e domenica 27 settembre
Nota: VALORIZZAZIONE", VISITE GUIDATE TRA POLIGONALI E MUCIRAMA Sabato 26 e domenica 27 SETTEMBRE .............. stiamo arrivando
Anche quest'anno tornano le GEP – Giornate Europee del G.E.P. 2026, "IL PATRIMONIO CULTURALE DEI SANNITI NEL MATESE CAMPANO: CURA E Patrimonio (European Heritage Days), la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa. Il tema scelto per l’edizione 2026 è “PROTEGGERE il PATRIMONIO. RINNOVARE, RESISTERE, REINVENTARE”. L’invito è a esplorare la ricchezza e la varietà dell’architettura come testimonianza viva della storia, dell’identità e delle aspirazioni collettive.
Il titolo italiano, declinazione di “Heritage and Architecture: Windows to the Past, Doors to the Future”, sottolinea la pluralità delle architetture – dai grandi monumenti alle strutture rurali e industriali – e valorizza l’arte di costruire come sintesi di stili, materiali e saperi, dal passato fino alle sfide contemporanee come la sostenibilità e l’accessibilità. Il tema abbraccia anche le architetture immateriali: pratiche, relazioni e sistemi di convivenza che modellano il tessuto culturale e civile.
Le GEP 2026 diventano così un’opportunità per riscoprire l’architettura in tutte le sue forme come finestra sul passato e porta verso il futuro.
Nelle due giornate, saranno organizzate visite guidate, aperture straordinarie, conferenze, mostre, laboratori sulle opere in essi conservate e/o sui luoghi circostanti, connettendoli alle influenze storiche esercitate da altre culture, alle loro modalità di diffusione, al passaggio di personaggi di rilievo storico.
Il nostro itinerario intende legare le ARCHITETTURE che hanno plasmato il ns. territorio ed i MATERIALI utilizzati per realizzarle, le FONTI in lingua OSCA. La pietra diventa parte essenziale della fortificazione dei Sanniti (Cila e Castello) e del castello medievale (Castello Matese e S.Angelo d’Alife): ad Alife le mura dei romani ed i materiali di spoglio (anfiteatro, teatro) che rivivono nella cattedrale. I resti dell' ACQUEDOTTO romano, oltre che l'attuale, permetteranno di leggere le architetture volte a trasportare l'acqua nonchè gli usi e le tecniche che, perpetuandosi e passando di generazione in generazione, attraversano il medioevo giungendo ai ns. giorni (vedi sezione civica Mu.Ci.Ra.Ma.). A Capo di Campo l’edificio pubblico sannitico riutilizzato dai Romani che ne fanno un saltus estivo usando le tegole in argilla come pavimento. A Cubulteria le mura sannitiche del Castello di Dragoni, la fase romana, la chiesa di San Ferdinando ed i culti odierni. Il legno, l’argilla, la pietra sono state parti delle STORIA dei SANNITI (e poi dei ROMANI e così via) come pareti, tetto di capanne, di templi, porte di abitazioni ed edifici e tanto altro.
COME PRESERVARE, PROTEGGERE, RINNOVARE la conoscenza, RESISTERE al passare del tempo e RINVENTARE nuovi modi di diffusione della CONOSCENZA alla luce di mutamenri socio culturali, tecnologici ed influenza di cambiamenti clinatico, calamità naturali e conflitti che determinano nuovi spostamenti di genti e culture.
Gli eventi nei siti archeologici
Nell’area della antica Allifae (Alife, Piedimonte Matese, Castello del Matese) saranno tanti gli eventi speciali in programma anche nei musei e nei siti archeologici.
Sabato 26 e Domenica 27 settembre le Giornate Europee del Patrimonio prevedono a Piedimonte Matese VISITE guidate gratuite al Monte CILA*** – a cura di Cuore Sannita- alle mura dei Sanniti per un cammino che sarà completato dalle visite al Mu.Ci.Ra.Ma ove la mostra “Un tesoro in grotta” permetterà di conoscere la vita di un romano attraverso il racconto del rapporto dei romani con la vita familiare ed in particolare le abitudini a tavola, mentre “Gens fortissima Italiae”, permetterà un viaggio nel mondo dei Sanniti tra guerrieri e divinità*. PARTENZA dal MuCi.Ra.Ma. ore 9.30, 11.00, 15.00, 16.30, 18.30 (CILA).
Sabato ore 10.00 Seminario su “ MURA POLIGONALI, costruttori, datazione, tutela, reimpiego”, la diacronicità delle mura sannitiche, la pietra che diventa cinta muraria sannitica, reimpiegata in edifici romani e moderne cattedrali, resistendo a calamità naturali e pressioni antropiche.
Nell’ambito della manifestazione previste nella giornata di domenica VISITE ai SITI archeologici dell’area: Alife, Castello del Matese – Capo di Campo, Mura del castello (gratuita con prenotazione obbligatoria: presidente@cuoresannita.it, +39 3683860644, Cuore Sannita Fb).
Allifae: Mausoleo degli Acilii Glabrioni, Anfiteatro, Criptoportico (area), circuito murario della colonia romana, basolato romano a cura del Comune di Alife;.
A Castello del Matese, le mura sannitiche su cui eleva il castello.
Alla piana del Lago il sito sannitico romano di Capo di Campo ed i resti di un edificio pubblico reimpiegato dai romani come “saltus estivo” (allevamento, lavorazione e trasformazione dei prodotti).
Le VISITE ai MUSEI e le APERTURE SERALI
Mu.Ci.Ra.Ma. Chiostri, Sezione Civica e Sezione Archeologica (Mostre “Un tesoro in grotta” e “Gens Fortissima Italiae”)*, sarà aperto per le visite secondo i seguenti orari: Sabato ore 9.00, 10.00, 11.00, 12.00. 15.30, 17.00, 19.00. Domenica dalle ore 9.00 alle ore 18.30.
Museo nazionale Archeologico della Antica Allifae aperto sabato 26 dalle 9.00 alle 22.00 e domenica 27 Settembre sino alle 18.30, proporrà una visita guidata a tutte le collezioni. Un percorso tra i tesori conservati nel museo, in particolare provenienti da necropoli, dal celebre vaso di Trittolemo alle panoplie dei Pentri, senza dimenticare le fontane ed i ricchi mosaici, oltre ai tanti reperti utili alla ricostruzione della quotidianità del mondo antico dalla preistoria alla fase tardoantica.
Al Museo Archeologico di Allifae la mostra su “Cubulteria”, areale confinante con Allifae con una interessante visita guidata ai reperti restituiti dalle aree di Alvignano e Dragoni.
Particolarmente efficace potrà essere l’organizzazione di attività come visite tematiche, passeggiate culturali, percorsi esperenziali da realizzare in collaborazione con altri istituti del territorio. Inoltre, si suggerisce di tenere in considerazione itinerari, percorsi e cammini già esistenti, e la lista degli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa che attraversano anche la nostra nazione, prendendo eventuali contatti con i responsabili al fine di organizzare eventi congiunti. L’apertura serale potrà essere, come di consueto, un’occasione per presentare i luoghi della cultura con proposte culturali basate su spettacoli artistici, letture, concerti o altri eventi di carattere performativo, che permettano ai partecipanti di vedere il patrimonio culturale con uno sguardo diverso, facendo leva anche sul piacere di condividere un’esperienza culturale e di ritrovarsi insieme. Nello svolgimento delle Giornate massima attenzione andrà prestata all’accoglienza e all’accessibilità, intese nella loro accezione più ampia e inclusiva.
Per approfondimenti e idee, si invita a consultare la brochure ufficiale sul tema condiviso.
LA COMUNICAZIONE
Il calendario degli eventi sarà costantemente aggiornato a partire da settembre sul sito internet del Ministero della cultura.
PROGRAMMA IN ALLESTIMENTO
IL MONTE CILA POTREBBE PREVEDERE MODIFICHE IN BASE ALLO STATO DEI LUOGHI.
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PROSSIMO EVENTO, 2 Novembre: ENEA e LAVINIUM, LANUVIO e COLLI ALBANI, in viaggio nelle terre dei Latini (con G.E.M.) Programma: appuntamento in Largo Don Bosco di Piedimonte Matese con partenza alle ore 7.00 ed arrivo a LANUVIO intorno alle ore 9.00. Antico centro dei Latini ospita il Museo Diffuso di Lanuvio costituito da più sedi delle quali sarà possibile visitare: La Torre medievale Il Cantinone o Segrete di Palazzo Colonna La sala della Stipe di Pantanacci. Raccoglie i materiali provenienti dalla località sita tra Lanuvio e Genzano (RM) ove insiste un esteso costone tufaceo al cui interno si cela una cavità naturale, antro utilizzato come deposito per le offerte a Giunone, divinità dai poteri taumaturgici e legati alla fertilità. Il sito sembra essere collegato, attraverso una fitta rete di spelonche e cunicoli, al vicino santuario dedicato alla dea. Il Santuario ed il Tempio di Giunone Sospita (“propizia”), divinità solitamente rappresentata con pelle di capra sul capo, lancia in mano ed accompagnata da una serpe. Il Tempio, edificato sull’acropoli verso la fine del IV sec. a. C., presentava un portico a due piani con volte rivestite da pregiati mosaici, con in fondo una stretta entrata che conduceva ad una serie di cunicoli sotterranei dove, si suppone fosse la grotta del serpente sacro. Curiosità: In primavera si svolgeva un rito propiziatorio del raccolto durante il quale un gruppo di fanciulle vergini offriva focacce ad un grosso serpente che si trovava nei sotterranei. Se il dono veniva accettato i raccolti erano fruttuosi, viceversa una fanciulla impura, cioè che aveva perduto la verginità, veniva sacrificata per scongiurare la carestia. Ad ALBANO Laziale, che deriva il nome dalla villa costruita ad Alba da Domiziano, l’anfiteatro Severiano, il cisternone ipogeo, la tomba degli Orazi e dei Curiazi, le mura e le porte dei Castra Albana, la chiesa medievale di S. Maria (ricavata da un ninfeo di età romana), la chiesa di San Pietro (costruita sulle terme costruite da Caracalla, oggi quartiere Cellomaio), la cattedrale di San Pancrazio (su chiesa costruita da Costantino), le rovine romane di Villa Doria (su villa romana). Interessante il Museo Civico. Siamo nell’area dei colli Albani a poca distanza da Nemi ove è l’area sacra a Diana Nemorense, e dal santuario di Iuppiter Latiaris sul monte Cavo ove si radunavano le popolazioni della Lega Latina per celebrare le Feriae Latinae, feste religiose dedicate a Iuppiter Latiaris, al quale veniva sacrificato un toro bianco (luogo ove si ipotizza fosse Alba Longa, appunto allungata sul colle Albano. Da altri collocata a Rocca di Papa, Marino o Castel Gandolfo) sede dei sacrifici del fondatore Ascanio, di cui restano scarse tracce dei blocchi perimetrali oltre alla via SACRA lastricata che diramava dalla Via Latina (percorso per i più intrepidi). I colli Albani rimandano ad Albalonga, ai miti fondativi di Roma, ai Latini, ad ENEA ed al luogo del suo approdo a Lavinium (oggi Pratica di Mare) dalla sposa Lavinia, figlia del re Latino. Possibile estensione ad Anzio, colonia latina dal 476 a.C., per ammirare il Teatro di Antium con resti di scena ed orchestra, la cisterna e la Villa di Nerone, sorta in riva al mare su una struttura di età repubblicana, ricostruita in età augustea ed ampliata in età neroniana. Ritorno in serata, con partenza alle 17.00, dopo colazione al sacco. L’escursione sarà perlopiù a carattere turistico. Consigliato, in ogni caso, abbigliamento comodo. Adesioni contattando www.cuoresannita.it; Cuore Sannita Facebook oppure Antonio 3683860644 - Michele 3487903481 Biglietti di ingresso, guide, spese di trasporto sono a carico dei partecipanti. In caso di rilevante numero di partecipanti è prevista la possibilità di effettuare le escursioni in autobus o minibus. Pertanto è gradita, per esigenze organizzative, una prenotazione entro il termine ultimo del 27 Ottobre.
PROSSIMO EVENTO, 2 Novembre: ENEA e LAVINIUM, LANUVIO e COLLI ALBANI, in viaggio nelle terre dei Latini (con G.E.M.) Programma: appuntamento in Largo Don Bosco di Piedimonte Matese con partenza alle ore 7.00 ed arrivo a LANUVIO intorno alle ore 9.00. Antico centro dei Latini ospita il Museo Diffuso di Lanuvio costituito da più sedi delle quali sarà possibile visitare: La Torre medievale Il Cantinone o Segrete di Palazzo Colonna La sala della Stipe di Pantanacci. Raccoglie i materiali provenienti dalla località sita tra Lanuvio e Genzano (RM) ove insiste un esteso costone tufaceo al cui interno si cela una cavità naturale, antro utilizzato come deposito per le offerte a Giunone, divinità dai poteri taumaturgici e legati alla fertilità. Il sito sembra essere collegato, attraverso una fitta rete di spelonche e cunicoli, al vicino santuario dedicato alla dea. Il Santuario ed il Tempio di Giunone Sospita (“propizia”), divinità solitamente rappresentata con pelle di capra sul capo, lancia in mano ed accompagnata da una serpe. Il Tempio, edificato sull’acropoli verso la fine del IV sec. a. C., presentava un portico a due piani con volte rivestite da pregiati mosaici, con in fondo una stretta entrata che conduceva ad una serie di cunicoli sotterranei dove, si suppone fosse la grotta del serpente sacro. Curiosità: In primavera si svolgeva un rito propiziatorio del raccolto durante il quale un gruppo di fanciulle vergini offriva focacce ad un grosso serpente che si trovava nei sotterranei. Se il dono veniva accettato i raccolti erano fruttuosi, viceversa una fanciulla impura, cioè che aveva perduto la verginità, veniva sacrificata per scongiurare la carestia. Ad ALBANO Laziale, che deriva il nome dalla villa costruita ad Alba da Domiziano, l’anfiteatro Severiano, il cisternone ipogeo, la tomba degli Orazi e dei Curiazi, le mura e le porte dei Castra Albana, la chiesa medievale di S. Maria (ricavata da un ninfeo di età romana), la chiesa di San Pietro (costruita sulle terme costruite da Caracalla, oggi quartiere Cellomaio), la cattedrale di San Pancrazio (su chiesa costruita da Costantino), le rovine romane di Villa Doria (su villa romana). Interessante il Museo Civico. Siamo nell’area dei colli Albani a poca distanza da Nemi ove è l’area sacra a Diana Nemorense, e dal santuario di Iuppiter Latiaris sul monte Cavo ove si radunavano le popolazioni della Lega Latina per celebrare le Feriae Latinae, feste religiose dedicate a Iuppiter Latiaris, al quale veniva sacrificato un toro bianco (luogo ove si ipotizza fosse Alba Longa, appunto allungata sul colle Albano. Da altri collocata a Rocca di Papa, Marino o Castel Gandolfo) sede dei sacrifici del fondatore Ascanio, di cui restano scarse tracce dei blocchi perimetrali oltre alla via SACRA lastricata che diramava dalla Via Latina (percorso per i più intrepidi). I colli Albani rimandano ad Albalonga, ai miti fondativi di Roma, ai Latini, ad ENEA ed al luogo del suo approdo a Lavinium (oggi Pratica di Mare) dalla sposa Lavinia, figlia del re Latino. Possibile estensione ad Anzio, colonia latina dal 476 a.C., per ammirare il Teatro di Antium con resti di scena ed orchestra, la cisterna e la Villa di Nerone, sorta in riva al mare su una struttura di età repubblicana, ricostruita in età augustea ed ampliata in età neroniana. Ritorno in serata, con partenza alle 17.00, dopo colazione al sacco. L’escursione sarà perlopiù a carattere turistico. Consigliato, in ogni caso, abbigliamento comodo. Adesioni contattando www.cuoresannita.it; Cuore Sannita Facebook oppure Antonio 3683860644 - Michele 3487903481 Biglietti di ingresso, guide, spese di trasporto sono a carico dei partecipanti. In caso di rilevante numero di partecipanti è prevista la possibilità di effettuare le escursioni in autobus o minibus. Pertanto è gradita, per esigenze organizzative, una prenotazione entro il termine ultimo del 27 Ottobre
PROSSIMO EVENTO, 2 Novembre: ENEA e LAVINIUM, LANUVIO e COLLI ALBANI, in viaggio nelle terre dei Latini (con G.E.M.) Programma: appuntamento in Largo Don Bosco di Piedimonte Matese con partenza alle ore 7.00 ed arrivo a LANUVIO intorno alle ore 9.00. Antico centro dei Latini ospita il Museo Diffuso di Lanuvio costituito da più sedi delle quali sarà possibile visitare: La Torre medievale Il Cantinone o Segrete di Palazzo Colonna La sala della Stipe di Pantanacci. Raccoglie i materiali provenienti dalla località sita tra Lanuvio e Genzano (RM) ove insiste un esteso costone tufaceo al cui interno si cela una cavità naturale, antro utilizzato come deposito per le offerte a Giunone, divinità dai poteri taumaturgici e legati alla fertilità. Il sito sembra essere collegato, attraverso una fitta rete di spelonche e cunicoli, al vicino santuario dedicato alla dea. Il Santuario ed il Tempio di Giunone Sospita (“propizia”), divinità solitamente rappresentata con pelle di capra sul capo, lancia in mano ed accompagnata da una serpe. Il Tempio, edificato sull’acropoli verso la fine del IV sec. a. C., presentava un portico a due piani con volte rivestite da pregiati mosaici, con in fondo una stretta entrata che conduceva ad una serie di cunicoli sotterranei dove, si suppone fosse la grotta del serpente sacro. Curiosità: In primavera si svolgeva un rito propiziatorio del raccolto durante il quale un gruppo di fanciulle vergini offriva focacce ad un grosso serpente che si trovava nei sotterranei. Se il dono veniva accettato i raccolti erano fruttuosi, viceversa una fanciulla impura, cioè che aveva perduto la verginità, veniva sacrificata per scongiurare la carestia. Ad ALBANO Laziale, che deriva il nome dalla villa costruita ad Alba da Domiziano, l’anfiteatro Severiano, il cisternone ipogeo, la tomba degli Orazi e dei Curiazi, le mura e le porte dei Castra Albana, la chiesa medievale di S. Maria (ricavata da un ninfeo di età romana), la chiesa di San Pietro (costruita sulle terme costruite da Caracalla, oggi quartiere Cellomaio), la cattedrale di San Pancrazio (su chiesa costruita da Costantino), le rovine romane di Villa Doria (su villa romana). Interessante il Museo Civico. Siamo nell’area dei colli Albani a poca distanza da Nemi ove è l’area sacra a Diana Nemorense, e dal santuario di Iuppiter Latiaris sul monte Cavo ove si radunavano le popolazioni della Lega Latina per celebrare le Feriae Latinae, feste religiose dedicate a Iuppiter Latiaris, al quale veniva sacrificato un toro bianco (luogo ove si ipotizza fosse Alba Longa, appunto allungata sul colle Albano. Da altri collocata a Rocca di Papa, Marino o Castel Gandolfo) sede dei sacrifici del fondatore Ascanio, di cui restano scarse tracce dei blocchi perimetrali oltre alla via SACRA lastricata che diramava dalla Via Latina (percorso per i più intrepidi). I colli Albani rimandano ad Albalonga, ai miti fondativi di Roma, ai Latini, ad ENEA ed al luogo del suo approdo a Lavinium (oggi Pratica di Mare) dalla sposa Lavinia, figlia del re Latino. Possibile estensione ad Anzio, colonia latina dal 476 a.C., per ammirare il Teatro di Antium con resti di scena ed orchestra, la cisterna e la Villa di Nerone, sorta in riva al mare su una struttura di età repubblicana, ricostruita in età augustea ed ampliata in età neroniana. Ritorno in serata, con partenza alle 17.00, dopo colazione al sacco. L’escursione sarà perlopiù a carattere turistico. Consigliato, in ogni caso, abbigliamento comodo. Adesioni contattando www.cuoresannita.it; Cuore Sannita Facebook oppure Antonio 3683860644 - Michele 3487903481 Biglietti di ingresso, guide, spese di trasporto sono a carico dei partecipanti. In caso di rilevante numero di partecipanti è prevista la possibilità di effettuare le escursioni in autobus o minibus. Pertanto è gradita, per esigenze organizzative, una prenotazione entro il termine ultimo del 27 Ottobre
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