EVENTI TRIESTE 28 - 30 OTTOBRE
“UN MARE DI ARCHEOLOGIA” III Festival divulgativo archeo-storico
Tre giorni di archeologia sperimentale, conferenze, laboratori, musica, teatro, rievocazioni
Ospite speciale: Zahi Hawass
28 – 30 ottobre 2022
Trieste – Piazza Verdi
Ingresso gratuito
Info: 340.0813203
www.marearcheologia.it
Fonte Archeologia Viva
PADULA, VELIA, GRUMENTUM, LAOS 5/6 Novembre
Partenza alle ore 6.30 di sabato 5 dal largo Brecci alla volta di NUCERIA.
Dell’antico centro osco (Nocera Superiore), sviluppatosi nel VI sec. a.C. sotto l’influenza etrusca e rinominato Nuceria Alfaterna dopo la conquista dei Sanniti nel V sec. a. C., si conservano in località Pareti, un lungo tratto della cinta muraria di età ellenistica, completo di torre con feritoie e postierla sul lato ovest, e il teatro, risalente alla sua prima fase al II sec. a.C. L’anfiteatro, databile tra il 60 ed il 65 d.C., è inglobato nelle abitazioni di via Grotte e via Portaromana che hanno mantenuto, sul lato meridionale, l’andamento curvilineo dell’antica struttura (altro anfiteatro, posto alla foce del Sarno, risale al II sec. a. C.). La chiesa di S. Maria Maggiore, battistero dal VI sec. d. C, fu eretta con materiali di reimpiego di età romana. Il convento di S. Antonio a Nocera Inferiore ospita il Museo Archeologico dell’Agro Nocerino ricco di materiali dell’agro nocerino – sarnese.
EBOLI L’antica Eburum conserva sulla collina del Montedoro un tratto della cinta muraria di IV sec.a.C. e nel giardino della chiesa di S. Cosma e Damiano un quartiere artigianale e resti di acquedotto. Interessante il Museo con pezzi dal neolitico. In giornata a PADULA la celebre certosa di S. Lorenzo - nel cui bellissimo chiostro è ospitato il Museo Archeologico della Lucania Occidentale coi materiali provenienti dalla Valle del Diano - e le mura di Cosilinum. ATENA LUCANA Mura megalitiche, area di area archeologica loc. Serrone, percorso nel centro storico con emergenze romane (chiesa di S. Maria Maggiore (area foro), Santuario di San Ciro, già San Michele Arcangelo, su tempio alla dea Cibele. Nell’area ROSCIGNO Vecchia, il paese fantasma che scivola, ormai abitato dal solo Giuseppe Spagnuolo, un vero e proprio museo all’aperto che viene definita la Pompei del Novecento.
PAESTUM: la Poseidonia fondata dai coloni Greci di Sibari nel VI sec. a.C. e conquistata dai Lucani nel V sec a.C., ha restituito numerose tombe dipinte, tra cui la famosa tomba del Guerriero V-IV sec. a.C. Successivamente, nel 273 a.C., i romani vi dedussero una colonia latina, Paestum, e l'attività del già celebre emporio agricolo divenne floridissima.
PONTECAGNANO, un territorio esteso per XXX miglia romane dal Sele al Sarno ove una comunità proveniente dall’Etruria si insediò nel IX sec. a.C. dando forte impulso demografi co ed economico come testimoniato dalle fornaci in loc. S. Antonio e dall’area sacra di Via Verdi. Il locale Museo Nazionale dell’Agro Picentino presenta materiali dal neolitico al IV sec. a.C. Nel 268 a. C. i Romani deportarono numerosi Piceni nel golfo di Poseidonia fondando nel territorio di Pontecagnano Picentia.
Per controllare i ribelli Picentini, in area etrusco campana, nel 194 a. C. i Romani fondarono la colonia di SALERNUM presso un accampamento militare sul fume Irno. La città moderna presenta nelle strutture medievale molto materiale di reimpiego di epoca romana. Il Museo presenta materiali anche provenienti da Fratte.
BUCCINO La posizione geografica dominante il golfo di Paestum ha reso l’area frequentata sin dal neolitico (San Mauro e Piani di Buccino) e dal calcolitico (Sant'Antonio), cultura del Gaudo. Le prime strutture sedentarie (collina di Tufariello) sono attribuibili all’età del bronzo e dall’VIII sec. a. C. l’abitato s'insedia nel territorio oggi occupato propriamente dalla città di Buccino (necropoli loc. Santo Stefano). La più antica testimonianza di Volcei sono le mura risalenti al IV sec. a. C. Con l'arrivo dei Romani venne edificato, in età repubblicana, un ponte sul Bianco lungo la Via Regio-Capua ed in età imperiale un tempio dedicato al culto dei Cesari, detto Cesareum, ancora in parte visibile in Via Santo Spirito. Il castello normanno ricalca in gran parte l'antico abitato ed ancora oggi lo sviluppo urbanistico è legato all'assetto della città romana. Interessante il museo archeologico nazionale sito nel convento di Sant’Agostino, dal chiostro recentemente restaurato. Notevo le il Parco archeologico urbano con il Mosaico della sala del banchetto, il Decumano, il complesso rupestre di Via Egito, (VI-VII secolo) e l’Area sacra di Santo Stefano.
VELIA Erodoto narra che un gruppo di Focesi fondò la città di ELEA nel 540 a. C., dotandola di due porti e facendone un notevole centro commerciale. Sede della scuola filosofica eleatica di Parmenide e Zenone, resistette alla pressione dei Lucani prima di romanizzarsi (88 a. C.) pur mantenendo tradizioni e cultura greche. L'Acropoli ospita l’abitato più antico (VI sec. a.C.), di cui restano abitazioni allineate lungo una strada, abbandonato ed obliterato nel V sec. per permettere la costruzione di edifici pubblici, civili e religiosi poi danneggiati nel Medioevo, quando in quest'area viene costruito un castello di cui si conservano la Torre angioina, resti di mura e due chiese, la cappella Palatina e la chiesa di Santa Maria, che ospitano due antiquaria. Dall'acropoli parte un itinerario che si sviluppa lungo il crinale della collina permettendo di visitare piccole aree sacre con edifici di età ellenistica e tratti della coeva cinta muraria. Di Elea, infatti, restano le mura (di VI - lisce e IV – bugnate sec. a. C.) che univano i due quartieri (politico/residenziale e commerciale) attraverso un importante strada ed un percorso di 5 Km. Abitazioni, terme, agorà porticata, teatro, acropoli, tempio ionico, area sacra a Poseidone e Zeus Pompaios (garante del vento per navigare), caratterizzano l’area che presenta il più antico esempio in Italia di arco a tutto sesto, la Porta Rosa (IV sec. a. C.).
GRUMENTUM: tra i principali abitati della Lucania, risalente al III sec. a. C., è situato alla confluenza di Sciaura ed Agri ed è noto dalla seconda Guerra punica. Romanizzato dal 133 a. C. presenta un impianto urbanistico che ricalca quello originario ben collegato a Venosa ed alla Via Popilia. Presenta una via glareata, il teatro di età augustea, un tempietto italico, una grande domus mosaicata, foro, capitolium, anfiteatro, mura in opus quasi reticolata. Museo della’Alta Val d’Agri.
Marcellina (LAOS) Antica colonia greca sulla costa tirrenica presso il fiume omonimo dedotta dai Sibariti nel VI sec. quando ivi si rifugiarono dopo la distruzione della loro città nel 510 a.C. e conquistata dai Lucani nel IV sec. a. C. L’area archeologica presenta un tratto murario, la plateia/agora, tratti di assi stradali, resti di una stoà, abitazioni ed una fornace. Decaduto in età romana il centro viene occupato da una villa, poco distante da Lavinium.
La GROTTA del ROMITO è un sito risalente al Paleolitico superiore contenente una delle più antiche testimonianze dell'arte preistorica in Italia e delle più importanti in Europa, sita in località Nuppolara di Papasidero, in Calabria (CS). All'esterno incisioni rupestri, tra cui un graffito raffigurante due bovidi (Bos primigenius) databile al Paleolitico Superiore, e tracce di antiche sepolture risalenti a 10.500 anni fa. Uno strato risalente al neolitico, con grosse quantità di ossidiana, conforta l'ipotesi che la grotta fosse anticamente una base intermedia per il commercio del vetro vulcanico tra Tirreno e Ionio. I reperti paleolitici coprono un arco temporale compreso tra 23.000 e 10.000 anni fa, ed hanno consentito la ricostruzione delle abitudini alimentari, della vita sociale e dell'ambiente dell'Homo sapiens. Il sito è corredato di un antiquarium.
Ritorno in tarda serata di domenica 6. L’ escursione da considerarsi Turistica.
Dato il rilevante numero di siti visitabili, l’itinerario sarà scelto in base al numero di partecipanti, anche creando dei gruppi di interesse.
Per esigenze organizzative è gradita una prenotazione entro il 30 Ottobre c.m.
Per Info consulta: sito web ww.cuoresannita.it, 380 1874732 Giuseppe, facebook associazione culturale cuore sannita anche per le disposizioni anti-covid e la scheda relativa
“ARCHEOcineMANN 10/12 NOVEMBRE– Festival Internazionale del Cinema Archeologico di Napoli” Napoli – Museo Archeologico Nazionale (Auditorium) 2022 Ingresso libero e gratuito Info: 081.4422329 PROGRAMMA 10 NOVEMBRE 2022 ore 10:00 Programma per le scuole aperto al pubblico Al tempo dei dinosauri Au temps des dinosaures Nazione: Francia, Giappone – Regia: Pascal Cuissot, in collaborazione con Yusuke Matsufune e Kazuki Ueda – Durata: 52’ – Anno: 2020 – Produzione: Bonne Pioche Télévision / NHK – Consulenza scientifica: Ronan Allain Lingua: italiano Negli ultimi vent’anni, la scoperta di nuove specie di dinosauri e mostri marini ha cambiato il panorama paleontologico. In un viaggio attraverso il pianeta, il pubblico imparerà a conoscere comportamenti e caratteristiche precedentemente inaspettati: come questi giganti cacciavano, si riproducevano e si prendevano cura della prole. Questa prova esclusiva è combinata con immagini 3D altamente realistiche in un documentario ambizioso e spettacolare. Una visione elettrizzante ben lontana tuttavia dal mondo di Jurassic Park! Incontro/Intervista con Marco Signore tecnologo del Dipartimento di Conservazione Animali Marini e Public Engagement Museo Darwin-Dohrn – Napoli La donna a Pompei Nazione: Italia – Regia: Oreste Tartaglione – Durata: 11’ – Anno di produzione: 1966 – Produzione: Oreste Tartaglione, Mario Figlio, Giuseppe Luciano Cuomo Lingua: italiano Già negli anni ’60 il regista aveva intuito quale fosse il fascino esercitato sulla collettività dall’area archeologica di Pompei. Nel breve filmato Oreste Tartaglione ci conduce in giro per le strade dell’antica Pompei alla scoperta di tracce di vita quotidiana visibili nelle varie epigrafi sparse sulle mura della città, con l’intento di sottolineare il ruolo che la donna ebbe nella vita pompeiana di tutti i giorni. ore 15.00 MANN Fuori Concorso Thalassa. Il racconto Regia: Antonio Longo – Durata: 48′ – Produzione: Teichos / Servizi e Tecnologie per l’Archeologia, MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli – Sostenuto da: MiC, Regione Campania, Regione Siciliana, Parco Regionale Campi Flegrei Lo scrigno delle meraviglie Ideazione e direzione: Paolo Bonetti – Durata: 22’ – Produzione: MANN – Collaborazioni: Trenitalia / Gruppo Ferrovie dello Stato; Fondazione CIVAS / MAV di Ercolano; MiC / Direzione Regionale Musei Campania Progetto Green Bike MANN est ovest, dall’arte al mare Regia: Mauro Fermariello – Durata: 1′ 45” – A cura di: MANN (Paolo Giulierini); Università degli Studi di Napoli Federico II (Daniela Savy, Francesca Scamardella e Riccardo Motti); Bicycle House (Luca Simeone, Ludovica Lanzuise) – Produzione: MANN ore 16:00 premio MANN Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito The Mystery of the Trojan Horse. On the trail of a myth Nazione: Germania – Regia: Roland May, Christian Twente – Durata: 52’ – Produzione: Stefan Schneider / ZDF – Consulenza scientifica: Boris Dunsch Lingua: italiano La storia del cavallo di Troia è probabilmente una delle storie più famose mai raccontate. Ma se il mito del cavallo non fosse vero? Nuove rivoluzionarie scoperte dimostrano che una delle storie più famose di tutti i tempi dovrà forse essere riscritta. Il cavallo di Troia probabilmente non era affatto un cavallo. Ma allora come fecero i greci a superare in astuzia i loro nemici? E quale storia troveremo in futuro sui libri di storia? Incontro / Intervista con Francesco Tiboni archeologo subacqueo, autore de La presa di Troia. Un inganno venuto dal mare, Ed. Storia e Studi Sociali Homo sapiens, le nuove origini Homo sapiens, les nouvelles origines Nazione: Francia – Regia: Olivier Julien – Durata: 52’ – Anno di produzione: 2020 – Produzione: Bellota Films – Consulenza scientifica: Abdelouahed Ben-Ncer Lingua: italiano In un’antica grotta nel sud del Marocco, un team internazionale di archeologi ha fatto una scoperta unica. L’uomo di Jebel Irhoud è un nuovo tassello nella storia dell’umanità. La sua scoperta è una svolta e la sua datazione di 300.000 anni è stata uno shock, il risultato di una stupefacente indagine archeologica le cui conclusioni riscrivono la storia della nostra specie.
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EVENTI TRIESTE 28 - 30 OTTOBRE “UN MARE DI ARCHEOLOGIA” III Festival divulgativo archeo-storico Tre giorni di archeologia sperimentale, conferenze, laboratori, musica, teatro, rievocazioni Ospite speciale: Zahi Hawass 28 – 30 ottobre 2022 Trieste – Piazza Verdi Ingresso gratuito Info: 340.0813203 www.marearcheologia.it Fonte Archeologia Viva
PADULA, VELIA, GRUMENTUM, LAOS 5/6 Novembre Partenza alle ore 6.30 di sabato 5 dal largo Brecci alla volta di NUCERIA. Dell’antico centro osco (Nocera Superiore), sviluppatosi nel VI sec. a.C. sotto l’influenza etrusca e rinominato Nuceria Alfaterna dopo la conquista dei Sanniti nel V sec. a. C., si conservano in località Pareti, un lungo tratto della cinta muraria di età ellenistica, completo di torre con feritoie e postierla sul lato ovest, e il teatro, risalente alla sua prima fase al II sec. a.C. L’anfiteatro, databile tra il 60 ed il 65 d.C., è inglobato nelle abitazioni di via Grotte e via Portaromana che hanno mantenuto, sul lato meridionale, l’andamento curvilineo dell’antica struttura (altro anfiteatro, posto alla foce del Sarno, risale al II sec. a. C.). La chiesa di S. Maria Maggiore, battistero dal VI sec. d. C, fu eretta con materiali di reimpiego di età romana. Il convento di S. Antonio a Nocera Inferiore ospita il Museo Archeologico dell’Agro Nocerino ricco di materiali dell’agro nocerino – sarnese. EBOLI L’antica Eburum conserva sulla collina del Montedoro un tratto della cinta muraria di IV sec.a.C. e nel giardino della chiesa di S. Cosma e Damiano un quartiere artigianale e resti di acquedotto. Interessante il Museo con pezzi dal neolitico. In giornata a PADULA la celebre certosa di S. Lorenzo - nel cui bellissimo chiostro è ospitato il Museo Archeologico della Lucania Occidentale coi materiali provenienti dalla Valle del Diano - e le mura di Cosilinum. ATENA LUCANA Mura megalitiche, area di area archeologica loc. Serrone, percorso nel centro storico con emergenze romane (chiesa di S. Maria Maggiore (area foro), Santuario di San Ciro, già San Michele Arcangelo, su tempio alla dea Cibele. Nell’area ROSCIGNO Vecchia, il paese fantasma che scivola, ormai abitato dal solo Giuseppe Spagnuolo, un vero e proprio museo all’aperto che viene definita la Pompei del Novecento. PAESTUM: la Poseidonia fondata dai coloni Greci di Sibari nel VI sec. a.C. e conquistata dai Lucani nel V sec a.C., ha restituito numerose tombe dipinte, tra cui la famosa tomba del Guerriero V-IV sec. a.C. Successivamente, nel 273 a.C., i romani vi dedussero una colonia latina, Paestum, e l'attività del già celebre emporio agricolo divenne floridissima. PONTECAGNANO, un territorio esteso per XXX miglia romane dal Sele al Sarno ove una comunità proveniente dall’Etruria si insediò nel IX sec. a.C. dando forte impulso demografi co ed economico come testimoniato dalle fornaci in loc. S. Antonio e dall’area sacra di Via Verdi. Il locale Museo Nazionale dell’Agro Picentino presenta materiali dal neolitico al IV sec. a.C. Nel 268 a. C. i Romani deportarono numerosi Piceni nel golfo di Poseidonia fondando nel territorio di Pontecagnano Picentia. Per controllare i ribelli Picentini, in area etrusco campana, nel 194 a. C. i Romani fondarono la colonia di SALERNUM presso un accampamento militare sul fume Irno. La città moderna presenta nelle strutture medievale molto materiale di reimpiego di epoca romana. Il Museo presenta materiali anche provenienti da Fratte. BUCCINO La posizione geografica dominante il golfo di Paestum ha reso l’area frequentata sin dal neolitico (San Mauro e Piani di Buccino) e dal calcolitico (Sant'Antonio), cultura del Gaudo. Le prime strutture sedentarie (collina di Tufariello) sono attribuibili all’età del bronzo e dall’VIII sec. a. C. l’abitato s'insedia nel territorio oggi occupato propriamente dalla città di Buccino (necropoli loc. Santo Stefano). La più antica testimonianza di Volcei sono le mura risalenti al IV sec. a. C. Con l'arrivo dei Romani venne edificato, in età repubblicana, un ponte sul Bianco lungo la Via Regio-Capua ed in età imperiale un tempio dedicato al culto dei Cesari, detto Cesareum, ancora in parte visibile in Via Santo Spirito. Il castello normanno ricalca in gran parte l'antico abitato ed ancora oggi lo sviluppo urbanistico è legato all'assetto della città romana. Interessante il museo archeologico nazionale sito nel convento di Sant’Agostino, dal chiostro recentemente restaurato. Notevo le il Parco archeologico urbano con il Mosaico della sala del banchetto, il Decumano, il complesso rupestre di Via Egito, (VI-VII secolo) e l’Area sacra di Santo Stefano. VELIA Erodoto narra che un gruppo di Focesi fondò la città di ELEA nel 540 a. C., dotandola di due porti e facendone un notevole centro commerciale. Sede della scuola filosofica eleatica di Parmenide e Zenone, resistette alla pressione dei Lucani prima di romanizzarsi (88 a. C.) pur mantenendo tradizioni e cultura greche. L'Acropoli ospita l’abitato più antico (VI sec. a.C.), di cui restano abitazioni allineate lungo una strada, abbandonato ed obliterato nel V sec. per permettere la costruzione di edifici pubblici, civili e religiosi poi danneggiati nel Medioevo, quando in quest'area viene costruito un castello di cui si conservano la Torre angioina, resti di mura e due chiese, la cappella Palatina e la chiesa di Santa Maria, che ospitano due antiquaria. Dall'acropoli parte un itinerario che si sviluppa lungo il crinale della collina permettendo di visitare piccole aree sacre con edifici di età ellenistica e tratti della coeva cinta muraria. Di Elea, infatti, restano le mura (di VI - lisce e IV – bugnate sec. a. C.) che univano i due quartieri (politico/residenziale e commerciale) attraverso un importante strada ed un percorso di 5 Km. Abitazioni, terme, agorà porticata, teatro, acropoli, tempio ionico, area sacra a Poseidone e Zeus Pompaios (garante del vento per navigare), caratterizzano l’area che presenta il più antico esempio in Italia di arco a tutto sesto, la Porta Rosa (IV sec. a. C.). GRUMENTUM: tra i principali abitati della Lucania, risalente al III sec. a. C., è situato alla confluenza di Sciaura ed Agri ed è noto dalla seconda Guerra punica. Romanizzato dal 133 a. C. presenta un impianto urbanistico che ricalca quello originario ben collegato a Venosa ed alla Via Popilia. Presenta una via glareata, il teatro di età augustea, un tempietto italico, una grande domus mosaicata, foro, capitolium, anfiteatro, mura in opus quasi reticolata. Museo della’Alta Val d’Agri. Marcellina (LAOS) Antica colonia greca sulla costa tirrenica presso il fiume omonimo dedotta dai Sibariti nel VI sec. quando ivi si rifugiarono dopo la distruzione della loro città nel 510 a.C. e conquistata dai Lucani nel IV sec. a. C. L’area archeologica presenta un tratto murario, la plateia/agora, tratti di assi stradali, resti di una stoà, abitazioni ed una fornace. Decaduto in età romana il centro viene occupato da una villa, poco distante da Lavinium. La GROTTA del ROMITO è un sito risalente al Paleolitico superiore contenente una delle più antiche testimonianze dell'arte preistorica in Italia e delle più importanti in Europa, sita in località Nuppolara di Papasidero, in Calabria (CS). All'esterno incisioni rupestri, tra cui un graffito raffigurante due bovidi (Bos primigenius) databile al Paleolitico Superiore, e tracce di antiche sepolture risalenti a 10.500 anni fa. Uno strato risalente al neolitico, con grosse quantità di ossidiana, conforta l'ipotesi che la grotta fosse anticamente una base intermedia per il commercio del vetro vulcanico tra Tirreno e Ionio. I reperti paleolitici coprono un arco temporale compreso tra 23.000 e 10.000 anni fa, ed hanno consentito la ricostruzione delle abitudini alimentari, della vita sociale e dell'ambiente dell'Homo sapiens. Il sito è corredato di un antiquarium. Ritorno in tarda serata di domenica 6. L’ escursione da considerarsi Turistica. Dato il rilevante numero di siti visitabili, l’itinerario sarà scelto in base al numero di partecipanti, anche creando dei gruppi di interesse. Per esigenze organizzative è gradita una prenotazione entro il 30 Ottobre c.m. Per Info consulta: sito web ww.cuoresannita.it, 380 1874732 Giuseppe, facebook associazione culturale cuore sannita anche per le disposizioni anti-covid e la scheda relativa
“ARCHEOcineMANN 10/12 NOVEMBRE– Festival Internazionale del Cinema Archeologico di Napoli” Napoli – Museo Archeologico Nazionale (Auditorium) 2022 Ingresso libero e gratuito Info: 081.4422329 PROGRAMMA 10 NOVEMBRE 2022 ore 10:00 Programma per le scuole aperto al pubblico Al tempo dei dinosauri Au temps des dinosaures Nazione: Francia, Giappone – Regia: Pascal Cuissot, in collaborazione con Yusuke Matsufune e Kazuki Ueda – Durata: 52’ – Anno: 2020 – Produzione: Bonne Pioche Télévision / NHK – Consulenza scientifica: Ronan Allain Lingua: italiano Negli ultimi vent’anni, la scoperta di nuove specie di dinosauri e mostri marini ha cambiato il panorama paleontologico. In un viaggio attraverso il pianeta, il pubblico imparerà a conoscere comportamenti e caratteristiche precedentemente inaspettati: come questi giganti cacciavano, si riproducevano e si prendevano cura della prole. Questa prova esclusiva è combinata con immagini 3D altamente realistiche in un documentario ambizioso e spettacolare. Una visione elettrizzante ben lontana tuttavia dal mondo di Jurassic Park! Incontro/Intervista con Marco Signore tecnologo del Dipartimento di Conservazione Animali Marini e Public Engagement Museo Darwin-Dohrn – Napoli La donna a Pompei Nazione: Italia – Regia: Oreste Tartaglione – Durata: 11’ – Anno di produzione: 1966 – Produzione: Oreste Tartaglione, Mario Figlio, Giuseppe Luciano Cuomo Lingua: italiano Già negli anni ’60 il regista aveva intuito quale fosse il fascino esercitato sulla collettività dall’area archeologica di Pompei. Nel breve filmato Oreste Tartaglione ci conduce in giro per le strade dell’antica Pompei alla scoperta di tracce di vita quotidiana visibili nelle varie epigrafi sparse sulle mura della città, con l’intento di sottolineare il ruolo che la donna ebbe nella vita pompeiana di tutti i giorni. ore 15.00 MANN Fuori Concorso Thalassa. Il racconto Regia: Antonio Longo – Durata: 48′ – Produzione: Teichos / Servizi e Tecnologie per l’Archeologia, MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli – Sostenuto da: MiC, Regione Campania, Regione Siciliana, Parco Regionale Campi Flegrei Lo scrigno delle meraviglie Ideazione e direzione: Paolo Bonetti – Durata: 22’ – Produzione: MANN – Collaborazioni: Trenitalia / Gruppo Ferrovie dello Stato; Fondazione CIVAS / MAV di Ercolano; MiC / Direzione Regionale Musei Campania Progetto Green Bike MANN est ovest, dall’arte al mare Regia: Mauro Fermariello – Durata: 1′ 45” – A cura di: MANN (Paolo Giulierini); Università degli Studi di Napoli Federico II (Daniela Savy, Francesca Scamardella e Riccardo Motti); Bicycle House (Luca Simeone, Ludovica Lanzuise) – Produzione: MANN ore 16:00 premio MANN Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito The Mystery of the Trojan Horse. On the trail of a myth Nazione: Germania – Regia: Roland May, Christian Twente – Durata: 52’ – Produzione: Stefan Schneider / ZDF – Consulenza scientifica: Boris Dunsch Lingua: italiano La storia del cavallo di Troia è probabilmente una delle storie più famose mai raccontate. Ma se il mito del cavallo non fosse vero? Nuove rivoluzionarie scoperte dimostrano che una delle storie più famose di tutti i tempi dovrà forse essere riscritta. Il cavallo di Troia probabilmente non era affatto un cavallo. Ma allora come fecero i greci a superare in astuzia i loro nemici? E quale storia troveremo in futuro sui libri di storia? Incontro / Intervista con Francesco Tiboni archeologo subacqueo, autore de La presa di Troia. Un inganno venuto dal mare, Ed. Storia e Studi Sociali Homo sapiens, le nuove origini Homo sapiens, les nouvelles origines Nazione: Francia – Regia: Olivier Julien – Durata: 52’ – Anno di produzione: 2020 – Produzione: Bellota Films – Consulenza scientifica: Abdelouahed Ben-Ncer Lingua: italiano In un’antica grotta nel sud del Marocco, un team internazionale di archeologi ha fatto una scoperta unica. L’uomo di Jebel Irhoud è un nuovo tassello nella storia dell’umanità. La sua scoperta è una svolta e la sua datazione di 300.000 anni è stata uno shock, il risultato di una stupefacente indagine archeologica le cui conclusioni riscrivono la storia della nostra specie.
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