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  Giovedì, 01 Gennaio 1970 - 01:00 :: Letture





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N° 4815 - giuseppe ha scritto::
Nov-’24
01

RUFRAE, 3 NOVEMBRE, pertenza ORE 8.00 da LARGO BRECCE di Piedimonte Matese: ai piedi del Monte Cila, ammirate le imponenti fortificazioni, ci incammineremo seguendo il tracciato che da Alife, percorrendo la Via Vecchia e costeggiando prima Callifae ed il Cavuto, poi Mastrati e Torcino col Monte Castellone e, sullo sfondo Venafrum, giungerà a Rufrae dopo 33 Km e circa 35/40 minuti. L’intento è di percorrere, come in un viaggio nel tempo, la strada che unisce Allifae e Rufrae - visitata nel 2015 -, unendo in pochi chilometri, una storia di oltre cinque secoli. Avamposto dei Sanniti sulla strada che collegava l'Abruzzo alla costa tirrenica sulla direttrice tra Venafrum, Allifae, Telesia e l'area laziale, della Rufrae antica oltre ad un anfiteatro mal conservato, alla necropoli ed un'area santuariale, sono visibili i resti della cinta poligonale, datata al periodo delle guerre sannitiche, sita nell'area del castello - prima longobardo, poi svevo ed infine angioino -, il cui impianto è stato edificato utilizzando le mura del recinto sannita. Nell'area del Castello, infatti, insistono i resti delLE MURA edificate dai SANNITI e richiamate nel noto passo liviano che segue, relativo ai fatti del 326 a.C.: "… tria oppida in potestatem venerunt, Allifae, Callifae, Rufrium, aliusque ager primo aduentu consulum longe lateque est peruastatus …”, quando Rufrae fu presa unitamente ad Allifae e Callifae. A valle dell’abitato sannitico posto al di sotto dell’arce e del quartiere di loc. Pozzo, in località Masseria Perrelle i resti di un santuario (VI-III sec. a. C) ed una necropoli con tombe tra età arcaica e classica (VI-IV sec. a. C., in località Masseria Robbia); in località Masseria Monaci una necropoli databile tra VII e V sec. a. C. legata ad un abitato cinto da un fossato. L’antico centro dei Sanniti, con la conquista dei Romani nel 326 a.C. – II guerra sannitica - vide uno spostamento dell’abitato verso la pianura lungo la Via Latina ove residuano oggi, in località Taverna San Felice i resti del “vicus rufranus”, un insediamento semiurbano con resti di acquedotto, un anfiteatro ascrivibile alla fase romana costruito in età augustea e successivamente (oggi ricoperto dalla vegetazione incombente), alcuni monumenti funerari oltre a tratti di basolato; il centro ritorna nella posizione originaria solo per difendersi dall’invasione dei Saraceni. La Rufrae citata da Virgilio e Silio Italico era nota per la produzione di frantoi in lava di Roccamonfina. Intorno alle ore 11.30/12.00 termina la prima parte con possibilità di ritorno per i non partecipanti alla fase pomeridiana (Monte San Leonardo) Sosta e colazione al sacco. Approfondimento sui CONFINI della RUFRAE PREROMANA e la vicinanza con VENAFRUM. Il territorio da visitare è infatti un continuum storico – archeologico attraversato da antichissime vie di transito esistenti certamente prima di essere codificate dalla legislazione romana (calles pubblicae) e che rappresentarono un FATTORE DI IMPULSO PER LA VITA E L’ECONOMIA DELLE POPOLAZIONI LOCALI, orientandone le forme di utilizzo del territorio. Ancora OGGI GLI ULIVETI che rendono VERDEGGIANTE IL TERRITORIO - non solo di Venafro - simboleggiano l’oro giallo che per secoli ha fornito condimento all’IMPERO. Ancora poco sappiamo degli insediamenti più antichi come della rete tratturale sia nelle caratteristiche di percorso che nel loro divenire storico OGGETTO DELLA NS. ESCURSIONE. Comunque l’insieme dei tratturi, ancora in parte leggibili ai nostri giorni, costituisce l’ossatura più antica del sistema DEI TRAFFICI, CONTATTI COMMERCIALI, E RAPPORTI POLITICI CHE FAVORI’ NEL SANNIO L’INTRECCIARSI DI ASPETTI CULTURALI DI DIVERSA ORIGINE. Nel pomeriggio Monte San Leonardo con i resti di strutture megalitiche intorno a quota 894 ove insiste un recinto fortificato in opera poligonale con funzioni di vedetta. Il ritorno è previsto nel pomeriggio dopo colazione al sacco. La gita è da considerarsi turistica per coloro che volessero visitare la Rufrae bassa**. La parte relativa al MONTE SAN LEONARDO ha carattere ricognitivo, quindi con difficoltà ed asperità maggiori. Si consigliano abbigliamento adatto e scarpe comode. Informazioni e prenotazioni: vedi sezione contatti del sito www.cuoresannita.it, cuore sannita face book, Antonio 368/3860644 ** Pertanto sarà gradita, per esigenze organizzative, una prenotazione entro il temine ultimo del 29/10/2024 Il programma è suscettibile di modifiche relative ad altimetrie e percorsi, anche secondo le indicazioni CAI. Nel caso, le eventuali modifiche saranno prontamente comunicate.
N° 4819 - giuseppe ha scritto::
Nov-’24
06

Ritorno a CERRETO SANNITA 24 Novembre Il Monte Cigno, Monte Coppe, Vallantico ed echi di antiche battaglie Partenza alle ore 7.45 di domenica 24 NOVEMBRE dal Largo Brecci di Piedimonte Matese; alle ore 8.20, dopo circa 27 Km., arrivo a Cerreto Sannita, pittoresco borgo incastonato ai piedi del monte Cigno e del Montalto, con sullo sfondo il Monte Acero e S. Pasquale. Superata Faicchio** e la doppia testa di ponte tra il Monte Acero ed il Monte Gioia, con la valle disegnata dal Titerno, torneremo al Santuario della Madonna della Libera, esempio di tempio italico posto su una terrazza spianata dall’uomo e costruito in un periodo tra il 130 ed il 120 a.C. Il tempio, probabilmente dedicato alla dea Flora si presentava prostilo, tetrastilo ed a una cella. Una interessante fontana/lavatoio è stata costruita riutilizzando materiali (vedi colonne) del tempio originario. Qui incontreremo l’Arch. Morone, profondo conoscitore di un territorio antropizzato da tempi remoti, che ci guiderà in un nuovo viaggio nel tempo. Il panorama, con lo sguardo che spazia sul Monte Cigno e le altre cime, è tale da mozzare il fiato connotando l’intero complesso di una valenza fortemente simbolica. Il collegamento ottico con i siti di Monte Acero e Faicchio ci porterà ai tempi dei Sanniti, lo sguardo sui ponti Annibale e Fabio Massimo ai tempi di Roma e del comandante Punico. L’evento prevede una salita al Monte Cigno, con i resti preromani (cosiddetta Rocca) ivi presenti. La parte sommitale, infatti, da quota 746 torreggia a picco sul Titerno quasi in verticale sul ponte Annibale, a dominio dell’area sottostante e nell’area sono presenti una mulattiera acciottolata, cisterne e resti di mura poligonali seppur molto frammentarie. Successivamente, Vallantico, sede di un antico ponte sannitico e di una serie di interessanti terrazzamenti, quindi il Monte Coppe ove insistono recinti e segmenti di muri ad una quota ed in una posizione che permettevano il controllo di due vie fluviali (Lente e Titerno) ed il contatto visivo con Monte Acero e Monte Cigno. Termineremo tornando nei pressi del Ponte Annibale e del Titerno ove la nostra guida ci condurrà lungo un interessante percorso oggetto di una recente rilettura della storia delle guerre sannitiche, ovvero l’episodio delle Forche Caudine. L’argomento è ampiamente trattato in “Cominium Ocritum e Le Forche Caudine: una storia eretica” ove l’autore, con dovizia di particolari e documentazione fotografica, illustra le ragioni a sostegno del posizionamento nelle gole del Titerno delle “furculas caudinas”, una vera e propria trappola lungo il tragitto da Capua a Lucera nel 321 a. C., ove i Romani subirono una delle più cocenti sconfitte della loro storia. ** dalle nostre precedenti 7 escursioni nell’area: Faicchio col Ponte Fabio Massimo, datato al 216 a.C., in ricordo delle guerre annibaliche, i resti dell’acquedotto romano ed i criptoportici di Via Odi, il possente circuito murario del Monte Acero dotato di postierle e porte, una fortezza che riporta ai passati viaggi alle altre strutture murarie (Monte Pugliano, Rocca di San Salvatore e Convento di S. Pasquale a Faicchio), legate al territorio dell’antica TELESIA - la TULISIOM osca -, centro dei Sanniti/Caudini. Il panorama che spazia sulla Valle e la fortificazione ai piedi del convento di San Salvatore, tale da mozzare il fiato connotando l’intero complesso di una valenza fortemente militare a controllo del Titerno. Il Ponte Annibale rimanda anche alle fragorose lotte tra Fabio Massimo ed il comandante Punico; indimenticato il Ponte del Mulino Vecchio tra Lavello e Cusano. La Rocca ed il castello di Morcone ed i siti sinotticamente indicati riportano alla mente storie di confini, Faifulae, Melae, Orbitanium, Tifernum, Cominium Ocritum e/o Ceritum, Mucrae. Il ritorno a Piedimonte Matese è previsto nel pomeriggio dopo colazione al sacco. L’escursione è da considerarsi facile per la parte Monte Cigno, mentre Monte Coppe e Vallantico presentano certamente maggiore complessità. Comunque, si consigliano abbigliamento e scarpe comode. *Alcune visite (o l’ordine delle stesse) potrebbero subire modifiche in relazione al numero dei visitatori. ** Escursione con auto propria. Gradita, per esigenze organizzative, una prenotazione entro il temine ultimo del 21.11.2024 Per informazioni e prenotazioni: Antonio 368/3860644 e sezione contatti. www.cuoresannita.it; cuore sannita facebook
N° 4827 - giuseppe ha scritto::
Nov-’24
17

Ritorno a CERRETO SANNITA 24 Novembre Il Monte Cigno, Monte Coppe, Vallantico ed echi di antiche battaglie Partenza alle ore 7.45 di domenica 24 NOVEMBRE dal Largo Brecci di Piedimonte Matese; alle ore 8.20, dopo circa 27 Km., arrivo a Cerreto Sannita, pittoresco borgo incastonato ai piedi del monte Cigno e del Montalto, con sullo sfondo il Monte Acero e S. Pasquale. Superata Faicchio** e la doppia testa di ponte tra il Monte Acero ed il Monte Gioia, con la valle disegnata dal Titerno, torneremo al Santuario della Madonna della Libera, esempio di tempio italico posto su una terrazza spianata dall’uomo e costruito in un periodo tra il 130 ed il 120 a.C. Il tempio, probabilmente dedicato alla dea Flora si presentava prostilo, tetrastilo ed a una cella. Una interessante fontana/lavatoio è stata costruita riutilizzando materiali (vedi colonne) del tempio originario. Qui incontreremo l’Arch. Morone, profondo conoscitore di un territorio antropizzato da tempi remoti, che ci guiderà in un nuovo viaggio nel tempo. Il panorama, con lo sguardo che spazia sul Monte Cigno e le altre cime, è tale da mozzare il fiato connotando l’intero complesso di una valenza fortemente simbolica. Il collegamento ottico con i siti di Monte Acero e Faicchio ci porterà ai tempi dei Sanniti, lo sguardo sui ponti Annibale e Fabio Massimo ai tempi di Roma e del comandante Punico. L’evento prevede una salita al Monte Cigno, con i resti preromani (cosiddetta Rocca) ivi presenti. La parte sommitale, infatti, da quota 746 torreggia a picco sul Titerno quasi in verticale sul ponte Annibale, a dominio dell’area sottostante e nell’area sono presenti una mulattiera acciottolata, cisterne e resti di mura poligonali seppur molto frammentarie. Successivamente, Vallantico, sede di un antico ponte sannitico e di una serie di interessanti terrazzamenti, quindi il Monte Coppe ove insistono recinti e segmenti di muri ad una quota ed in una posizione che permettevano il controllo di due vie fluviali (Lente e Titerno) ed il contatto visivo con Monte Acero e Monte Cigno. Termineremo tornando nei pressi del Ponte Annibale e del Titerno ove la nostra guida ci condurrà lungo un interessante percorso oggetto di una recente rilettura della storia delle guerre sannitiche, ovvero l’episodio delle Forche Caudine. L’argomento è ampiamente trattato in “Cominium Ocritum e Le Forche Caudine: una storia eretica” ove l’autore, con dovizia di particolari e documentazione fotografica, illustra le ragioni a sostegno del posizionamento nelle gole del Titerno delle “furculas caudinas”, una vera e propria trappola lungo il tragitto da Capua a Lucera nel 321 a. C., ove i Romani subirono una delle più cocenti sconfitte della loro storia. ** dalle nostre precedenti 7 escursioni nell’area: Faicchio col Ponte Fabio Massimo, datato al 216 a.C., in ricordo delle guerre annibaliche, i resti dell’acquedotto romano ed i criptoportici di Via Odi, il possente circuito murario del Monte Acero dotato di postierle e porte, una fortezza che riporta ai passati viaggi alle altre strutture murarie (Monte Pugliano, Rocca di San Salvatore e Convento di S. Pasquale a Faicchio), legate al territorio dell’antica TELESIA - la TULISIOM osca -, centro dei Sanniti/Caudini. Il panorama che spazia sulla Valle e la fortificazione ai piedi del convento di San Salvatore, tale da mozzare il fiato connotando l’intero complesso di una valenza fortemente militare a controllo del Titerno. Il Ponte Annibale rimanda anche alle fragorose lotte tra Fabio Massimo ed il comandante Punico; indimenticato il Ponte del Mulino Vecchio tra Lavello e Cusano. La Rocca ed il castello di Morcone ed i siti sinotticamente indicati riportano alla mente storie di confini, Faifulae, Melae, Orbitanium, Tifernum, Cominium Ocritum e/o Ceritum, Mucrae. Il ritorno a Piedimonte Matese è previsto nel pomeriggio dopo colazione al sacco. L’escursione è da considerarsi facile per la parte Monte Cigno, mentre Monte Coppe e Vallantico presentano certamente maggiore complessità. Comunque, si consigliano abbigliamento e scarpe comode. *Alcune visite (o l’ordine delle stesse) potrebbero subire modifiche in relazione al numero dei visitatori. ** Escursione con auto propria. Gradita, per esigenze organizzative, una prenotazione entro il temine ultimo del 21.11.2024 Per informazioni e prenotazioni: Antonio 368/3860644 e sezione contatti. www.cuoresannita.it; cuore sannita facebook
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