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  Giovedì, 01 Gennaio 1970 - 01:00 :: Letture





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N° 4837 - giuseppe ha scritto::
Dic-’24
02

PROSSIMO EVENTO: N'DOCCIATA AGNONE, 14 DICEMBRE Partenza da Via Vincenzo Caso, parcheggio Salesiani alle ore 13.30. Alle ore 15.45 circa arrivo Ad Agnone, la Atene del Sannio, incastonata ad 850 metri di quota tra la valle del Sangro e quella del Trigno su un colle a forma di emiciclo circondato da imponenti monti. Ad Agnone, in passato, abbiamo ammirato il centro storico, la tavola osca, le mura poligonali ed i resti di epoca romana in località San Lorenzo, la fonderia Marinelli, il tutto tra panorami incantevoli. La meta odierna è legata ad una TRADIZIONE ANTICHISSIMA, la ‘Ndocciata. *Questo rito che si svolge in Agnone è la “tradizione natalizia legata al fuoco” più imponente che si conosca al mondo e chi ha avuto la fortuna di assistere a questa spettacolare e suggestiva processione di fiamme e scintille, racconta di una lunga, interminabile emozione poco descrivibile se non vissuta, per l’appunto, dal vivo. L’origine della tradizione del fuoco che “infiamma” si perde nella notte dei tempi ed in origine la ‘Ndoccia (fonema dialettale che sta per” grande torcia”) faceva parte certamente della ritualità pagana legata alla scadenza solstiziale del 21 dicembre. E’ noto infatti l’antico legame che l’uomo ha con il fuoco, ritenuto sin dall’alba della sua comparsa come fonte primaria di vita, elemento fecondatore e purificatore della natura; al pari sono noti agli studiosi i fuochi rituali che dalla Persia alla Normandia, dalla Russia al Galles, gli antichi abitatori dell’Europa e del vicino Oriente accendevano in onore del Dio Sole durante la notte più lunga dell’anno. Anche gli antenati degli attuali abitanti di Agnone, gli Osci e i temibili Sanniti che per secoli contesero a Roma il dominio dell’Italia centro meridionale, erano legati al fuoco, ai suoi significati e alle sue suggestioni. Da questo legame deriva certamente la tradizione ultra millenaria del fuoco solstiziale che in Agnone, nel cuore dell’Appennino abruzzese-molisano, si è evoluta nella “‘Ndocciata”, rito dedicato al sole ed al suo ciclo annuale fatto proprio dal cristianesimo e divenuto per questo fuoco in onore al Dio che nasce, al Cristo Luce e Salvatore del mondo. Da documenti scritti si hanno testimonianze di questa tradizione magico-rituale fin dai primi anni dell’800. I padri-protagonisti di questa tradizione erano i contadini, un rito agreste dunque colmo di significati simbolici, parte del linguaggio della semplicità contadina. Ad esempio: “Mentre la ‘Ndoccia ardeva” si traevano auspici: se soffiava la “borea” si prevedeva una buona annata, al contrario se tirava il “vento”. Se schioppettava andava bene, altrettanto se la fiamma era consistente: spari e fuochi, come ci insegna la storia delle tradizioni popolare, sono contro le streghe, considerate un vero e proprio male della società rurale. Anticamente, come in passato, la ‘Ndocciata di Agnone si svolgeva nella tarda serata del 24 Dicembre. Le maestose fiaccole, infatti, servivano con molta probabilità anche ad illuminare il cammino dei contadini che dalle zone rurali si portavano sino al paese per assistere alla messa natalizia di mezzanotte. Negli anni trenta del novecento ancora i contadini solevano sfilare spontaneamente per le vie del centro cittadino con in spalla ognuno la grande torcia fatta spesso con le proprie mani, ma il secondo conflitto mondiale portò anche alla fine – o meglio ad una sospensione che rischiava di preannunciarla – di questa antica abitudine. La tradizione fu felicemente ripristinata nei primi anni cinquanta dalla Pro Loco di Agnone che, per incentivare la partecipazione all’iniziativa, organizzò una gara con premi. Da allora per la ‘Ndocciata fu un crescendo continuo in imponenza del rito ed attaccamento degli Agnonesi ad esso ed oggi simboleggia la tradizione Agnonese oltre che un appuntamento irrinunciabile per migliaia di turisti provenienti da ogni dove. I portatori di ‘Ndocce sono esclusivamente uomini e le ‘Ndocce, anticamente come oggi, hanno un’altezza di oltre tre metri e sono spesso assemblate con la caratteristica forma a ventaglio o a raggiera. Si tratta in questo caso di torce multiple, di numero pari, variabile da due fino a oltre venti fuochi. Esse vengono trasportate da due o più portatori in costume contadino (caratteristica di esso è la storica cappa, mantello utilizzato soprattutto dai pastori, tagliato a ruota con il bavero alto, agganciato al collo, di colore nero). Il materiale utilizzato per la fabbricazione delle ‘Ndocce è l’abete bianco, reperito quasi esclusivamente nel bosco di Montecastelbarone una splendida foresta a nord di Agnone. Le donne partecipano alle scene indossando costumi del mondo contadino. *foto e testo tratto per gentile concessione da ndocciataagnone Rientro in serata, dopo colazione libera L’escursione è da considerarsi turistica. Consigliati abbigliamento pesante (considerare le torce) e scarpe comode. ** Escursione con Pulmann La Porta, per cui il partner GEM ha indicato una quota di € 20. Gradita, per esigenze organizzative, una prenotazione entro il temine del 5 Dicembre. Saranno ricevute le prime 19 prenotazioni per pullman 19 posti dal 20° con riserva sino ad arrivare almeno a 25 partecipanti per pullman 54 posti. Per informazioni e prenotazioni: Antonio 368/3860644 e sezione contatti. www.cuoresannita.it; cuore sannita facebook, whatsapp Cuore Sannita; oppure Simeone Pasquale G.E.M. cell. 3346919001 whatsapp del Gruppo GEM, oppure email dell'Associazione gem.matese@libero.it Cuore Sannita Facebook, presidente@cuoresannita.it a PALMIERI Antonio al 368/3860644 Piedimonte Matese lì 1 dicembre 2024.
N° 4842 - giuseppe ha scritto::
Dic-’24
11

PROSSIMO EVENTO: N'DOCCIATA AGNONE, 14 DICEMBRE Partenza da Via Vincenzo Caso, parcheggio Salesiani alle ore 13.30. Alle ore 15.45 circa arrivo Ad Agnone, la Atene del Sannio, incastonata ad 850 metri di quota tra la valle del Sangro e quella del Trigno su un colle a forma di emiciclo circondato da imponenti monti. Ad Agnone, in passato, abbiamo ammirato il centro storico, la tavola osca, le mura poligonali ed i resti di epoca romana in località San Lorenzo, la fonderia Marinelli, il tutto tra panorami incantevoli. La meta odierna è legata ad una TRADIZIONE ANTICHISSIMA, la ‘Ndocciata. *Questo rito che si svolge in Agnone è la “tradizione natalizia legata al fuoco” più imponente che si conosca al mondo e chi ha avuto la fortuna di assistere a questa spettacolare e suggestiva processione di fiamme e scintille, racconta di una lunga, interminabile emozione poco descrivibile se non vissuta, per l’appunto, dal vivo. L’origine della tradizione del fuoco che “infiamma” si perde nella notte dei tempi ed in origine la ‘Ndoccia (fonema dialettale che sta per” grande torcia”) faceva parte certamente della ritualità pagana legata alla scadenza solstiziale del 21 dicembre. E’ noto infatti l’antico legame che l’uomo ha con il fuoco, ritenuto sin dall’alba della sua comparsa come fonte primaria di vita, elemento fecondatore e purificatore della natura; al pari sono noti agli studiosi i fuochi rituali che dalla Persia alla Normandia, dalla Russia al Galles, gli antichi abitatori dell’Europa e del vicino Oriente accendevano in onore del Dio Sole durante la notte più lunga dell’anno. Anche gli antenati degli attuali abitanti di Agnone, gli Osci e i temibili Sanniti che per secoli contesero a Roma il dominio dell’Italia centro meridionale, erano legati al fuoco, ai suoi significati e alle sue suggestioni. Da questo legame deriva certamente la tradizione ultra millenaria del fuoco solstiziale che in Agnone, nel cuore dell’Appennino abruzzese-molisano, si è evoluta nella “‘Ndocciata”, rito dedicato al sole ed al suo ciclo annuale fatto proprio dal cristianesimo e divenuto per questo fuoco in onore al Dio che nasce, al Cristo Luce e Salvatore del mondo. Da documenti scritti si hanno testimonianze di questa tradizione magico-rituale fin dai primi anni dell’800. I padri-protagonisti di questa tradizione erano i contadini, un rito agreste dunque colmo di significati simbolici, parte del linguaggio della semplicità contadina. Ad esempio: “Mentre la ‘Ndoccia ardeva” si traevano auspici: se soffiava la “borea” si prevedeva una buona annata, al contrario se tirava il “vento”. Se schioppettava andava bene, altrettanto se la fiamma era consistente: spari e fuochi, come ci insegna la storia delle tradizioni popolare, sono contro le streghe, considerate un vero e proprio male della società rurale. Anticamente, come in passato, la ‘Ndocciata di Agnone si svolgeva nella tarda serata del 24 Dicembre. Le maestose fiaccole, infatti, servivano con molta probabilità anche ad illuminare il cammino dei contadini che dalle zone rurali si portavano sino al paese per assistere alla messa natalizia di mezzanotte. Negli anni trenta del novecento ancora i contadini solevano sfilare spontaneamente per le vie del centro cittadino con in spalla ognuno la grande torcia fatta spesso con le proprie mani, ma il secondo conflitto mondiale portò anche alla fine – o meglio ad una sospensione che rischiava di preannunciarla – di questa antica abitudine. La tradizione fu felicemente ripristinata nei primi anni cinquanta dalla Pro Loco di Agnone che, per incentivare la partecipazione all’iniziativa, organizzò una gara con premi. Da allora per la ‘Ndocciata fu un crescendo continuo in imponenza del rito ed attaccamento degli Agnonesi ad esso ed oggi simboleggia la tradizione Agnonese oltre che un appuntamento irrinunciabile per migliaia di turisti provenienti da ogni dove. I portatori di ‘Ndocce sono esclusivamente uomini e le ‘Ndocce, anticamente come oggi, hanno un’altezza di oltre tre metri e sono spesso assemblate con la caratteristica forma a ventaglio o a raggiera. Si tratta in questo caso di torce multiple, di numero pari, variabile da due fino a oltre venti fuochi. Esse vengono trasportate da due o più portatori in costume contadino (caratteristica di esso è la storica cappa, mantello utilizzato soprattutto dai pastori, tagliato a ruota con il bavero alto, agganciato al collo, di colore nero). Il materiale utilizzato per la fabbricazione delle ‘Ndocce è l’abete bianco, reperito quasi esclusivamente nel bosco di Montecastelbarone una splendida foresta a nord di Agnone. Le donne partecipano alle scene indossando costumi del mondo contadino. *foto e testo tratto per gentile concessione da ndocciataagnone Rientro in serata, dopo colazione libera L’escursione è da considerarsi turistica. Consigliati abbigliamento pesante (considerare le torce) e scarpe comode. ** Escursione con Pulmann La Porta, per cui il partner GEM ha indicato una quota di € 20. Gradita, per esigenze organizzative, una prenotazione entro il temine del 5 Dicembre. Saranno ricevute le prime 19 prenotazioni per pullman 19 posti dal 20° con riserva sino ad arrivare almeno a 25 partecipanti per pullman 54 posti. Per informazioni e prenotazioni: Antonio 368/3860644 e sezione contatti. www.cuoresannita.it; cuore sannita facebook, whatsapp Cuore Sannita; oppure Simeone Pasquale G.E.M. cell. 3346919001 whatsapp del Gruppo GEM, oppure email dell'Associazione gem.matese@libero.it Cuore Sannita Facebook, presidente@cuoresannita.it a PALMIERI Antonio al 368/3860644 Piedimonte Matese lì 1 dicembre 2024.
N° 4846 - giuseppe ha scritto::
Dic-’24
18

MONTE CILA E CENTRO STORICO:TREKKING URBANO DEL 26 DICEMBRE A PIEDIMONTE MATESE Doppio appuntamento di fine anno con la storia tra Monte Cila e Mu.Ci.Ra.Ma. Il programma del 26 dicembre prevede la VI edizione del “Christmas Walk Festival”, una passeggiata lenta - in collaborazione con Matese Trekking - tra le vie di Piedimonte, di seguito in dettaglio: ore 8.30 ritrovo in P.zza De Benedictis, ore 8.30 appuntamento in villa comunale, poi - ore 9.00 - partenza verso Viale delle Libertà, P.zza Roma, Largo San Domenico con breve pausa ristoro al MU.CI.RA.MA. per un buon caffè. Quindi si proseguirà per Scalelle, Via Cila, Via Traversa Cila, Via Madonna delle Grazie, TEATRO di PIETRA e MURA SANNITICHE, Via Brecce, Via Pigna, Via Annunziata, Via Luigi Noviello, Via Matese, Traversa Di Matteo-Domus Mea, Stazione, Via Ferritto, Via Gaetani, Piazza Carmine, Viale della Libertà, Villa comunale. Ore 12:00 arrivo in Villa Comunale Gian Giacomi con brindisi finale con spumante panettone e intrattenimento. L’appuntamento, ormai tradizionale, è inserito nel VI Memorial De Risi organizzato da Matese Trekking. Info e prenotazioni 3357763721 WhatsApp o Matese Trekking Facebook e Cuore Sannita Facebook** Ricordiamo pure: Programma Sabato 28 Dicembre: appuntamento ore 9.00 al MU.CI.RA.MA. con possibilità di visitare il complesso museale, i PRESEPI, la sala archeologia e la mostra sui SANNITI. Estensione al Teatro di Pietra di Via Madonna delle Grazie in Piedimonte Matese (41 358771 N, 14 371966 E) con inquadramento storico–geografico e giornata dedicata alla conoscenza del territorio dell'Antica Allifae Sannitica, nello specifico alle strutture megalitiche che affacciano sulla valle Alifana. Il Monte Cila presenta tre circuiti murari leggibili, di cui uno a doppia cortina e le mura, di epoca sannitica ed attribuibili alla tribù dei Pentri, caratterizzano i circuiti esistenti ed oggi ben visibili per la recente manutenzione. Le antiche strutture, datate tra il VII ed il IV sec. a.C., hanno restituito il materiale esposto al Mu.Ci.Ra.Ma. Per info e prossimi appuntamenti**: ww.cuoresannita.it - 368 3860644 – facebook cuore sannita associazione culturale. Adesioni entro 2 gg. prima degli appuntamenti contattando www.cuoresannita.it; Cuore Sannita Facebook oppure Antonio 368/3860644 Appuntamenti successivi: Epifania al Mu.Ci.Ra.Ma. 6 Gennaio con visita al Monte Cila
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